Dove ha partorito Negan: analisi narrativa e contesto del personaggio

Robert Kirkman ha concluso a sorpresa The Walking Dead con il numero 193, uscito negli Stati Uniti questa settimana. La storia raccontata nell’albo chiude le vicende dell’intera serie con un salto in avanti nel tempo che ci mostra un Carl ormai adulto e l’epidemia degli zombi quasi del tutto debellata (qui il racconto nel dettaglio). Nella storia c’è una tavola che mostra Carl recarsi presso una casa nelle vicinanze di una tomba che riporta la scritta “Lucille”, ovvero la moglie di Negan, morta molti anni prima di cancro. Da questo si capisce che in quella casa abita Negan e che Carl è andato a trovarlo.

Il numero si chiude con un lungo testo di Kirkman nel quale l’autore ringrazia e saluta i lettori, ammettendo di aver preferito terminare la storia ora, quando gli sembrava che avesse raggiunto la sua naturale conclusione, invece che trascinarla fino al numero 300, come aveva inizialmente pensato.

Here’s Negan: origine e sviluppo del villain

Negan, l’antagonista ormai di due stagioni di The Walking Dead è un personaggio che si è fatto notare per la crudeltà sin dai primi episodio. Più cattivo del governatore e di tutti gli altri avversari dei nostri protagonisti in poco tempo è riuscito a mettere in ginocchio tutta Alexandria. Un personaggio inquietante e affascinante allo stesso tempo. Per questo i disegnatori di The Walking Dead hanno deciso di realizzare un numero interamente su di lui. Si intitola Here’s Negan, inizialmente era prevista una pubblicazione mensile con la pubblicazione di quattro pagine, per un totale di 48. A Dicembre 2016, visto il successo ottenuto dal fumetto, è stato deciso di estenderlo ad altri 16 numeri. Il 4 ottobre 2017 è stata pubblicato un volume completo, contenente tutto il fumetto. Si tratta di un excursus della vita di questo personaggio: da prima dell’apocalisse fino al momento in cui appare in The Walking Dead. Un viaggio interessante nella psicologia del cattivo peggiore della serie. Questo spin-off è molto utile anche per capire quali sono stati gli avvenimenti che hanno fatto diventare Negan così spietato. Per esempio “Lucille” era il nome di sua moglie prima di essere quello della sua mazza.

Analizziamo la trama capitolo per capitolo di Here’s Negan

1° capitolo

Negan è un allenatore e si trova nel suo garage con dei suoi alunni. Giocano a ping pong e lui fa delle battute sconce per fare colpo sui di loro, ma questi vanno via. Poco dopo arriva sua moglie, Lucille, che lo avverte che continuando così potrebbe perdere il lavoro. Discutiscono fino a quando Lucille non ha un mancamento e sviene.

2° capitolo

Un passante chiama il 911 e Negan soccorre la moglie. I due vanno in ospedale ma una volta arrivati lì il medico ha brutte notizie. Lucille e Negan piangono e dopo alcuni giorni tornano a casa. Negan non è più lo stesso, si sfoga con il sacco di boxe e va a letto con un’altra donna; proprio a lei rivela che sua moglie ha il cancro.

3° capitolo

Negan chiude la relazione con la sua amante. Lo dice a Lucille ma lei è infastidita dal fatto che lui si sia deciso, dopo così tanto tempo, solo perché è malata. Le condizioni di salute di sua moglie lentamente peggiorano fino a quando non è ormai in fin di vita. Sono di nuovo nella stanza dell’ospedale, entrano dei medici nella stanza e avvisano Negan di scappare: l’epidemia è già iniziata. Lui rifiuta perché non vuole lasciare sua moglie.

4° capitolo

Negan guarda dalla finestra dell’ospedale e si accorge che le persone fuori hanno qualcosa che non va. Un ragazzino gli intima di nuovo di andarsene ma lui, spaventato, si chiude nella stanza. Lucille è in coma e lui le dice che forse è meglio così perché quando si sveglierà sarà tutto finito. Poco dopo, proprio mentre lui è intento a guardare fuori, sua moglie si risveglia da zombie.

5° capitolo

Dopo lo sconcerto iniziale, si accorge che Lucille è morta e scappa via. Nel corridoio del reparto incontra il ragazzo di prima, che è bloccato da due zombie. È in serie difficoltà.

6° capitolo

Negan aiuta il ragazzo e uccide gli zombie. Apprende che da giorni i non morti pullulano nelle città. Chiede al ragazzo di uccidere Lucille per lui e subito dopo decidono di uscire dall’edificio.

Capitolo 7

Escono per strada e si dirigono verso la casa del ragazzo. Negan lo vuole dargli un passaggio in macchina ma una volta arrivati al parcheggio uno zombie attacca il ragazzo e lui muore. Negan osserva la scena impassibile.

Confronto tra visioni: dai fumetti alla serie TV

Jeffrey Dean Morgan in The Walking Dead

È interessante scoprire come la storia del protagonista, Rick Grimes, e quella dell’antagonista, Negan, iniziano entrambe in un ospedale. Nel primo caso il paziente è Rick mentre nel secondo la moglie di Negan, ma entrambi i personaggi vengono a conoscenza della pestilenza solo una volta che questa si è già diffusa. I capitoli sono usciti mensilmente sulle pagine del catalogo image+. In Italia il fumetto è pubblicato da saldapress con il titolo Negan è qui ed è stato presentato in un volume unico al Lucca Comics & Games 2017. Ecco la copertina della versione italiana del fumetto Se ancora non vi siete procurate il fumetto in italiano, potete continuare a vedere questo personaggio, che ora comprendiamo meglio, ogni lunedì su Fox.

L’ultima volta che avevamo visto Negan (Jeffrey Dean Morgan) nel finale di The Walking Dead, era in attesa del suo primo figlio con la moglie Annie (Medina Senghore). Si è scoperto che non solo Negan è un ricercato per aver ucciso un magistrato di New Babylon e altri quattro uomini, ma il fuggitivo è in fuga con una giovane pupilla di nome Ginny (Mahina Napoleon). Che fine ha fatto Annie? La famiglia di Negan è viva o morta? Abbiamo avuto la risposta durante l’episodio di domenica "People Are a Resource", in cui Negan si è aperto con Maggie sul destino di Annie. Viene rivelato che Negan ha un figlio, di nome Joshua. Sebbene abbia evitato di rispondere alla domanda di Maggie in maniera chiara, si scopre che Joshua e Annie sono vivi e si nascondono mentre lo sceriffo di New Babylon Perlie Armstrong (Gaius Charles) insegue Negan per aver ucciso i cinque uomini. Negan racconta a Maggie che la sua famiglia viveva in una capanna fuori da New Babylon e che Annie si recava in città per alcuni acquisti. Ma quando non è tornata al tramonto, Negan è andato a cercarla, scoprendo che la moglie era stata picchiata e derubata. "Mi ha pregato di non fare qualcosa di stupido. Al diavolo, mi conosci", ha confessato Negan. "Li ho trovati. Tutti e cinque". Negan ha ucciso i cinque uomini in un atto di vendetta ed è poi fuggito dalla capitale con Annie e Joshua al seguito. Ma la fuga era difficile per Annie, così Negan ha messo moglie e figlio su una carovana per il Missouri. "Ho detto che li avrei seguiti", ha spiegato Negan. Cosa succederà a Negan se Armstrong dovesse raggiungerlo?

Lucille ha fatto vibrare i suoi colpi mortali sulla malcapitata vittima di Negan (Jeffrey Dean Morgan), poiché la settima stagione di The Walking Dead ha debuttato ieri sera su AMC, portando con sé una rivelazione molto attesa. Lo scorso season finale, infatti, aveva mostrato la furia omicida del supercattivo attraverso lo sguardo della misteriosa vittima, senza svelarne l'identità, e negli ultimi mesi si sono rincorse numerose ipotesi su chi fosse il personaggio in questione. È necessario precisare subito che c'è un colpo di scena: le vittime sono due. La prima, quella scelta da Negan al termine della filastrocca eeny-meeny-miney-moe, è Abraham, che ovviamente se ne va con la fierezza del guerriero: dopo il primo colpo, il soldato si rialza, guarda Negan dritto negli occhi e gli dice «Suck... my... nuts», suscitando l'ammirazione del cattivo, che commenta «Taking it like a champ!» (ovvero, «Le sta prendendo come un campione!»). Rosita, la sua ex compagna, è scioccata e terrorizzata: non riesce a guardare, e purtroppo Negan se ne accorge. Il tiranno vuole che tutti guardino ciò che ha fatto, perché sia di lezione. Va da lei e, pur capendo il rapporto che la legava al soldato, le intima di alzare lo sguardo sullo scempio. Daryl non ci sta, scatta in piedi e colpisce Negan con un pugno, ma viene immediatamente atterrato dai suoi uomini. Lucille si avventa sulla testa del malcapitato, riducendendolo a una maschera sanguinolenta con un occhio che fuoriesce dall’orbita. Glenn, ancora cosciente, rivolge le sue ultime parole a Maggie, che lo guarda disperata: «Maggie, I'll find you» le dice, poco prima della fine. Rick è sconvolto, e minaccia Negan di ucciderlo. Il tiranno capisce quindi che, per spezzare la volontà del leader, deve sottoporlo a una lenta tortura: lancia la sua ascia in mezzo a un’orda di erranti, costringendo Rick ad andarla a riprendere. Dopo aver rischiato la vita per riportargliela, Rick viene condotto nuovamente dai suoi compagni, ma Negan non è ancora soddisfatto: lega la sua cintura attorno al braccio di Carl, e ordina a Rick di tagliarglielo con l’ascia, altrimenti ucciderà tutti. Il ragazzino prega suo padre di farlo, ma Negan ferma Rick poco prima che sacrifichi l’arto del figlio, ormai certo di avere la sua obbedienza. Il risultato è un riavvicinamento agli albi di Robert Kirkman: non solo per la morte di Glenn, ma anche per quella di Abraham, che nei fumetti era scomparso ancor prima di incontrare Negan. Ora, insomma, lo status quo della serie tv rispecchia più fedelmente la sua fonte originaria, nonostante Rick non abbia (ancora?) perso la mano.

Un plauso a Violetta che, nella nuova puntata della nostra web-serie BingeLove, ha indovinato la vittima! Inoltre, non perdete la sezione di ScreenWeek dedicata alle serie tv, dove potrete trovare informazioni e dettagli sui vostri show preferiti.

Non mi ricordo una serie che mi abbia fatto entusiasmare tanto quanto annoiare come The Walking Dead. Basata sui fumetti di Robert Kirkman, la serie è arrivata qui in Italia nel lontano 2010, quasi in contemporanea con la messa in onda statunitense. L’ho recuperata con qualche anno di ritardo, nel 2015, e devo dire che le prime tre stagioni, pur non prive di difetti e con le solite esagerazioni che si portano dietro serie di questo tipo, mi avevano discretamente intrattenuto. Le successive tre stagioni, dalla quarta alla sesta, mi avevano invece tremendamente annoiato. I personaggi erano diventati veramente troppi, e quelli introdotti a dare manforte al gruppo storico di Rick Grimes mi sembravano abbastanza inutili e fiacchi. Detto brutalmente, era tutta carne da macello con la data di scadenza. Anche i temi della serie, con la civiltà ormai scomparsa e la lotta per la sopravvivenza che trasformava gli uomini in mostri peggiori degli zombi stessi, erano ormai diventati stantii e ripetitivi. Insomma, stavo quasi per mollare il colpo, quando poi è stato introdotto Negan.

La prima puntata della settima stagione si apre riallacciandosi al finale di stagione della sesta, in cui Negan, leader del gruppo dei Salvatori, tende una trappola a Rick e ai suoi, leggermente infastidito dal fatto che l’ex sceriffo avesse trucidato una parte dei suoi uomini e preso possesso di uno dei suoi avamposti. Il finale di stagione terminava con un cliffhanger che vedeva Negan intento a scegliere quale membro del gruppo uccidere, e da lì si riparte. Rick Grimes, visibilmente frastornato e con il volto sporco di sangue, dice a Negan che prima o poi lo ucciderà (infatti il titolo italiano della puntata 07x01 è un pigro e banale Io ti ucciderò, mentre il titolo americano è un più esaltante e cattivo The Day Will Come When You Won’t Be).

Il nuovo villain della serie mette subito le cose in chiaro e porta Rick a fare un giro a bordo di uno scassatissimo vecchio camper per poi gettarlo in mezzo ad un branco di zombie, per giunta immerso nella nebbia, dove gli intima di recuperare l’ascia che l’ex sceriffo si porta sempre dietro come arma. Lo scopo di tutto ciò è mostrare a Rick che ora lui, i superstiti del gruppo, e tutto ciò che possiedono appartiene a Negan. In una serie di flashback viene svelato chi sono le vittime di Negan, argomento che all’epoca aveva riempito pagine e pagine dei vari forum online, in cui i fan della serie ipotizzavano chi sarebbe stato fra i personaggi principali a uscire di scena. La situazione, in questo caso, è stata gestita bene, con una vittima tutto sommato abbastanza prevedibile fra i personaggi meno rilevanti del gruppo e una seconda a sorpresa, molto più importante.

La messa in scena degli omicidi, oltre a mostrare uno splatter e una violenza che vanno ben oltre i canoni della serie (anche se in passato non sono mancate teste mozzate ed altre situazioni al limite del gore) è carica di una tensione incredibile. Fra i personaggi, c’è chi si dispera, chi è impietrito dalla paura, chi piange e chi, come Daryl, coraggiosamente reagisce, incurante delle conseguenze del proprio gesto. Il fulcro della puntata si gioca tutto nella contrapposizione fra Rick e Negan, con quest’ultimo che non fa altro che demolire psicologicamente il personaggio interpretato da Andrew Lincoln, il quale, dopo una strenua resistenza, è costretto ad arrendersi di fronte alla prospettiva di dover far del male al figlio Carl, pena la morte di tutto il suo gruppo.

L’introduzione del personaggio di Negan è stata una bella botta di adrenalina per una serie che stava decisamente arrancando, e una minaccia umana concreta da combattere mancava ormai da diverse stagioni, quando la serie aveva, a mio avviso, raggiunto già il suo massimo con la figura del Governatore, il quale, pur non avendo il carisma di Negan, era certamente più lucido e razionale nei suoi intenti. Tuttavia, dopo una settima stagione sicuramente migliore delle ultime tre, The Walking Dead è tornato ad essere quella sorta di montagna russa che è sempre stato, alternando alcuni episodi decisamente buoni ad altri tutto sommato trascurabili, con alcune situazioni al limite del trash (se qualcuno ha pensato alla tigre, ha azzeccato).

Nonostante tutto, The Walking Dead ha saputo comunque convincermi a guardarlo costantemente, anche se mi ha sempre dato l’idea di uno di quei minestroni allungati fino all’inverosimile a cui avrebbero giovato qualche puntata in meno e una narrazione più asciutta, ma alla fine la serie è sempre stata premiata dagli ascolti, tant’è che oltre alle undici stagioni della serie madre si sono aggiunti ben sei spin-off, dei quali sto guardando proprio in questi giorni Fear The Walking Dead. Cos’altro abbiano da dire di nuovo tutte queste serie parallele non lo so proprio. Tornando a Negan, l’interesse per il personaggio mi ha spinto, nel 2018, a leggere il fumetto dedicato a lui, Negan è qui! in cui si esploravano le origini del personaggio.

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