La gestione di una quarta gravidanza, specialmente quando arriva in un contesto familiare già complesso, richiede attenzione a voci interiori, esperienze pregresse e strategie pratiche per affrontare nuove sfide senza rinunciare al benessere di chi è già presente nella famiglia.
Esperienze di preparazione al parto in contesti multipli
Con la prima gravidanza ho deciso di essere seguita sin dal principio da un’ostetrica privata che veniva regolarmente a casa mia e, senza fretta, rispondeva alle mille domande classiche di una neo mamma in attesa, ma soprattutto mi ascoltava e mi rassicurava costantemente. Tutto ciò, insieme ad una gran familiarità con yoga e con la respirazione applicata appresa durante gli anni precedenti, mi ha permesso di arrivare al parto molto serena/preparata e di affrontare il primo (e quelli a seguire) con una tranquillità quasi naturale.
Qual è la cosa più magica del primo figlio? Sicuramente la più magica è l’attesa con tutte le sue incertezze, ma anche le piacevoli sensazioni come la prima volta che senti il bambino muoversi, o pensi che sia il bambino e, invece, era solo il tuo intestino.
Equilibrio tra lavoro, famiglia e gravidanza
Sei un avvocato e (incinta del quarto figlio) hai aperto da poco una tua società di consulenza immobiliare. Conciliare per me è una corsa costante e continua nella quale il tempo per me si riduce ai minimi termini (e a volte meno) ma è una scelta e come tale vissuta molto serenamente.
Quarta gravidanza, tutto molto più difficile, gravidanza a rischio. Lui che voleva nascere presto, io che non potevo stare a riposo perché avevo altri tre da custodire. La gioia di tutti, ormai ora è un grande polpettone, regala abbracci e sorrisoni a tutti, va con tutti ma per lui la mamma è sempre la mamma. E io sono contenta di questa scelta. Adesso sto combattendo per il mutuo.
Rischi e gestione clinica della quarta gravidanza
E' pericoloso fare quattro parti cesarei? Certo, i rischi aumentano in modo progressivo con il crescere degli interventi subiti e quindi al quarto sono più elevati che al terzo. Però non c'è un limite massimo di cesarei che non si può superare. A disposizione se desidera, spero di averla aiutata, mi scriva ancora se lo desidera, cordialmente. Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante.
Un quinto cesareo può essere senza dubbio affrontato, a patto che la situazione sia tenuta sotto controllo dal ginecologo curante.
Esperienze personali e riflessioni sull'allattamento e sull'identità
Sono stata mamma per la terza volta di Eva Maria, una gravidanza difficile, segnata dalla preoccupazione per il suo problema cardiaco e dalla stanchezza derivante dall’affrontare il trasloco in un’altra città. E poi? E poi la scorsa primavera ho iniziato finalmente a rilassarmi: via il pannolino di Eva, via il ciuccio, l’acquisto della nuova casa, la scelta dei mobili, una strada da mamma che sembrava finalmente in discesa e una carriera che, faticosamente costruita, stava iniziando a decollare come volevo. Tutto perfetto. “Vai, nel 2016 casa nuova, vacanze al caldo in inverno e in estate se tutto va bene un mese al mare con le bimbe!”. E invece?
Ma ora sono qui, a sei mesi inoltrati di gravidanza e con il pancione che inizia a far sentire il suo peso e dico che è vero, io non ho cercato questo bimbo, ma lui ha cercato me. Un maschietto che arriva dopo tre bimbe a ricordarmi che nella vita non si può mai dire mai, che bisogna continuare a mettersi in gioco, non adagiarsi mai sugli allori. E sapete qual è la cosa più bella? All’inizio ho avuto paura che questo potesse interferire con il mio lavoro e in effetti ha interferito, ma in meglio: non ho mai lavorato tanto e bene come da quando nella mia pancia c’è lui e questo perché la maternità porta sempre con sè una dose di positività che contagia te e chi ti sta intorno.
Corpo, identità e accettazione di sé durante una gravidanza multipla
Com’è questa quarta gravidanza da un punto di vista fisico? Diversa e molto stancante. Non sono più una ventenne e il corpo sta rispondendo diversamente a questa prova. Provo fatica e affanno anche dopo un solo piano di scale, ho dovuto smettere di andare in palestra. Il mio seno è cresciuto già di tre taglie e credo crescerà ancora, il mio sedere si allarga di conseguenza. Se mi curo? Certo che sì, utilizzo l’olio per le smagliature, lo stick labbra neonato perché in gravidanza la mia pelle diventa secca, vado dall’estetista quando posso, ma non mi sento bene nel corpo come mi sentivo quando aspettavo le altre figlie.
E la cosa che più mi fa arrabbiare è che più mi dicono quanto io stia bene in questo corpo, meno lo sento mio. Saranno gli ormoni, sarà la fatica, ma questa non è una gravidanza come le altre, né fisicamente né mentalmente e mi chiedo se tornerò quella di prima. Ma c’è un ma e di solito arriva alla sera, quando metto a letto tutte le bambine, stacco il pc, scendo dai tacchi, infilo il pigiama e mi butto sul divano. La sera appoggio le mani sulla pancia e inizio ad accarezzarla, magari davanti ad un bel film e allora Gregorio inizia a farsi sentire. E’ lì, in quei momenti, che mi ricordo che nella vita incasinata che vivo il mio corpo sta compiendo di nuovo un miracolo.
Integrazione di supporto familiare e sociale
E la scelta di voler restare una persona completa come donna oltre che come madre: una mamma che cerca di bilanciare lavoro, famiglia, interesse personali e cura di sé. Ti aspetto, Gregorio. Mamme a Spillo nasce da un’idea di Valentina Piccini, mamma di tre bambine esperta in comunicazione e soprattutto amante della scrittura e del mondo del fashion. Una mamma che, dovendo scegliere tra i figli e la carriera, ha scelto entrambe.
