Leonardo Bertulazzi: data di nascita e vicende legate all’arresto e all’estradizione

Condannato in Italia a 27 anni per il sequestro dell'imprenditore genovese Pietro Costa e banda armata negli anni Settanta, l'ex membro delle Brigate Rosse, Leonardo Bertulazzi, 73 anni, è stato scarcerato e torna agli arresti domiciliari con la cavigliera elettronica a Buenos Aires.

La Corte Federale di Cassazione argentina ha infatti annullato la custodia in carcere, considerando l'età e i problemi cardiaci e visivi del 73enne. Bertulazzi sarà sorvegliato da una pattuglia della polizia federale 24 ore su 24 e avrà diritto ai controlli medici. Lo scorso primo luglio la Corte suprema argentina aveva dato il via libera all'estradizione in Italia. Nel momento in cui l'ex br metterà piede sul nostro territorio, la Corte d'Appello di Genova dovrà riesaminare il caso da zero a quasi cinquant'anni dai fatti. La giustizia argentina ha ordinato la scarcerazione dell'ex membro delle Brigate Rosse Leonardo Bertulazzi.

Contesto biografico

Nato a Verona nel 1951, cresciuto dall'età di 8 anni a Genova. Era stato arrestato lo scorso agosto a Buenos Aires dopo 44 anni di latitanza. Il ricorso presentato dalla difesa è stato accolto dalla Camera Federale di Cassazione. La revoca dello status di rifugiato disposta in estate non era ancora definitiva quando scattarono le manette e quindi l'arresto era da considerarsi illegittimo. Inoltre per l'ex brigatista della colonna genovese 28 marzo è stata dimostrata la profondità dei suoi legami con l'Argentina dove risiede da circa 20 anni assieme alla moglie. Per “Stefano”, questo il suo nome da militante brigatista, dunque ritorno in libertà anche se nuove misure nei suoi confronti non sono escluse in futuro.

Intanto niente estradizione per scontare in Italia la condanna a 27 anni di reclusione per terrorismo. A Genova nel 1977 fu tra i responsabili del sequestro di Pietro Costa della nota famiglia armatoriale, liberato dopo 81 giorni di prigionia. Il riscatto da 1,5 miliardi di lire permise di finanziare l'organizzazione a livello nazionale. Tra l’altro, ad acquistare per 50 milioni di lire l’appartamento di via Camillo Montalcini 8 nel quartiere Portuense di Roma, dove venne tenuto poi prigioniero Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, rapito dalle stesse Brigate Rosse nel 1978.

Dettagli giudiziari e latitanza

Leonardo Bertulazzi, un ex membro delle Brigate Rosse, è stato arrestato in Argentina e sarà estradato in Italia dopo la revoca del suo status di rifugiato, ottenuto nel 2004. Già arrestato a Buenos Aires nel 2002 e poi rilasciato, faceva parte della colonna genovese delle BR e deve scontare una condanna totale di 27 anni di carcere per reati quali sequestro di persona, associazione sovversiva e appartenenza a banda armata. Nel 2018 a causa di “pasticcio burocratico” per un vizio di forma nel ricorso contro un provvedimento che dichiarava estinti i reati, tornò in libertà.

Il sequestro di Costa aveva l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le attività terroristiche delle Brigate Rosse. Cinquanta milioni di lire furono destinati all’acquisto di un appartamento in via Montalcini 8 a Roma, dove Aldo Moro fu tenuto prigioniero durante il suo sequestro. Insieme a Bertulazzi, al sequestro Costa parteciparono, tra gli altri, Riccardo Dura (che nel 1979 uccise l’operaio comunista Guido Rossa) e Mario Moretti. L’arresto di Bertulazzi è stato il risultato di una stretta collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane, argentine e l’Interpol, come sottolineato in un comunicato di Palazzo Chigi.

La vita dopo l'arresto e la situazione attuale

A sinistra, il brigatista Leonardo Bertulazzi in una foto d'epoca. Leonardo Bertulazzi, ex membro delle Brigate Rosse, è stato arrestato in Argentina dopo più di 40 anni di latitanza e verrà estradato in Italia. Ricercato dal 1980, fu tra i responsabili del sequestro dell’ingegnere Pietro Costa avvenuto a Genova nel 1977. Il brigatista Leonardo Bertulazzi è stato arrestato in Argentina dopo più di 40 anni di latitanza. A seguito della revoca dello status di rifugiato che aveva ottenuto nel 2004, Bertulazzi verrà estradato in Italia. Dovrà scontare 27 anni per sequestro di persona, associazione sovversiva, banda armata e altri reati. Il latitante era già stato arrestato nel 2002 a Buenos Aires, alla fine di una complessa attività di indagine condotta insieme alle forze dell'ordine italiane e all'Interpol. Ma era stato rilasciato qualche mese dopo. Chi è Leonardo Bertulazzi, l’ex Brigate Rosse arrestato in Argentina Bertulazzi faceva parte della colonna genovese delle Brigate Rosse con il nome di battaglia ‘Stefano'.

Tra gli altri reati di cui si è reso colpevole, il più famoso è la partecipazione al sequestro dell'ingegnere navale Pietro Costa, avvenuto a Genova il 12 gennaio 1977. Il sequestro era finalizzato a ottenere denaro per sovvenzionare l'attività terroristica. Il sequestro dell’ingegnere Pietro Costa Il 12 Gennaio 1977 alle 19.30 Pietro Costa, 42 anni, spostato e padre di due figli, membro di una tra le più ricche famiglie di armatori genovesi viene sequestrato vicino alla sua casa di Castelletto. Due uomini armati lo afferrarono e spinsero nell'abitacolo di una Fiat 132. Inizialmente venne richiesto un riscatto di 10 miliardi di lire ma la trattativa con la famiglia Costa porterà al ridimensionamento della richiesta a un miliardo e cinquecent million lire. Il pagamento fu portato termined a Roma, nel parco di Villa Sciarra, il 26 marzo. Costa verrà rilasciato all'alba del 4 aprile, legato mani e piedi in salita San Bersezio.

Dettagli di forma che hanno avuto conseguenze di sostanza: ricorso inammissibile, pena prescritta, ex terrorista libero. L’ex brigatista rosso Leonardo Bertulazzi, è stato arrestato in Argentina per essere estradato in Italia dopo più di 40 anni di latitanza. I poliziotti di Buenos Aires lo hanno prelevato dalla sua abitazione alla presenza degli omologhi italiani in servizio presso la Direzione centrale polizia di prevenzione, la Digos di Genova e il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) presenti nella capitale argentina già da alcune settimane per seguire il caso. L’arresto è stato possibile grazie alla revoca da parte delle autorità locali dello status di rifugiato politico, ottenuto nel 2004 e la reiterazione della richiesta di estradizione che l’Italia ha inviato al governo argentino. Latitante dal 1980, Bertulazzi apparteneva alla colonna genovese delle Brigate rosse, e nel 2002 le indagini condotte dalla Polizia italiana e dall’Interpol ne avevano già permesso l’arresto. Quegli otto mesi trascorsi in carcere hanno così evitato la prescrizione della pena di 27 anni di reclusione per i reati di sequestro di persona, associazione sovversiva, banda armata e altro che dovrà ora scontare al suo rientro in Italia. Col nome di battaglia di “Stefano”, tra l’altro, partecipò a Genova al sequestro dell’ingegnere navale Piero Costa nel gennaio del 1977, e, con i 50 milioni di lire ricavati, fu sovvenzionato l’acquisto dell’appartamento romano di via Montalcini 8 dove venne tenuto prigioniero Aldo Moro.

diagramma lineare delle fasi latitanza Bertulazzi

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