Partorire in acqua in Calabria: vantaggi, condizioni e requisiti

Quali vantaggi può apportare partorire in acqua? Seguire l’istinto e muoversi in risposta ad esso è infatti il modo migliore che la futura mamma ha a disposizione per rendere il parto più fluido: il bambino troverà i diametri migliori per ruotare e scendere attraverso il canale del parto e i tessuti materni non subiranno traumi. L’acqua calda modifica la percezione del dolore, non lo annulla ma lo rende maggiormente gestibile, inoltre regola la pausa tra una contrazione e l’altra, permettendo alla futura madre di godere dei benefici della pausa per riposare e ricaricare le energie, preparandosi così ad affrontare la contrazione successiva.

Il potere rilassante dell’acqua potrebbe anche favorire la dilatazione del collo dell’utero e consentire quindi un travaglio più veloce. Partorire in acqua inoltre garantisce una maggior intimità e protegge maggiormente da inutili e invasivi interventi esterni, come le visite vaginali troppo ripetute. Per il bambino, nascere in acqua significa passare dal suo habitat naturale, liquido e caldo, ad un ambiente molto simile a quello in cui ha galleggiato nove mesi, pertanto l’adattamento alla vita extrauterina sarà più dolce e meno brusco, tant’è che molto spesso i bambini nati nell’acqua non piangono.

L’uso dell’acqua nel corso del travaglio e del parto ha radici nella storia degli anni ’60 del secolo scorso, quando il medico russo Igor Charkovskij ne intuì i benefici per la mamma e per il neonato. I costi del parto in acqua dipendono dalla struttura selezionata per la nascita. La permanenza in acqua permette alla mamma di ottenere un effetto di rilassamento della muscolatura (in particolare del pavimento pelvico) e di sollievo dal dolore senza l’utilizzo di antidolorifici (limitando quindi il riscorso all’epidurale). Tale effetto è promosso dalla riduzione della sintesi di cortisolo e adrenalina (ormoni associati allo stress) e dallo stimolo della sintesi di endorfine (sostanze legate alle sensazioni di benessere) e, complessivamente, consente un’accelerazione del travaglio. Inoltre, l’ambiente acquatico genera un’azione di idratazione e ammorbinimento dei tessuti che abbassa il rischio di lacerazioni vagino-perineali al momento del parto. L’acqua permette anche un miglioramento della circolazione fetale e rappresenta un medium in grado di offrire un passaggio più graduale e meno traumatico alla vita extrauterina. Il fatto che l’ambiente acquatico sia riscaldato contribuisce a mantenere la temperatura corporea del neonato a livelli fisiologici, prevenendo l’ipotermia.

Malgrado la correlazione con un buon numero di benefici, è utile che la donna che intende partorire in acqua affronti un colloquio preventivo con il Ginecologo al fine di essere informata precisamente su tutti i rischi a cui può andare incontro. È controindicato quando il parto è pretermine o la mamma ha già avuto una pregressa emorragia post partum. Non è indicato anche nei casi in cui la donna abbia febbre (il bambino può andare incontro a ipertermia fetale), sanguinamento vaginale o abbia scelto la parto-analgesia o sia stato necessario indurre il parto con ossitocina.

Dopo il disimpegno delle spalle, viene facilitata la risalita del piccolo verso la superficie e la sua sistemazione in teli caldi già predisposti accanto alla vasca. Il neonato viene poi posto sull’addome materno, con il resto del corpo ancora immerso. Notizie e informazioni utili dalla U.O. Olbia, 2 marzo 2025 - Le nostre ostetriche hanno accolto un nuovo nato nella sala parto dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. L’acqua calda è l’elemento naturale analgesico per eccellenza. La temperatura calda dell’acqua favorisce la riduzione della tensione muscolare, attenuando il dolore percepito della contrazione, favorendo il rilassamento. Questo rilassamento delle fasce muscolari fa sì che si riducano i tempi del travaglio.

L’immersione nella vasca crea inoltre nella donna una sensazione piacevole di leggerezza, facilitando i movimenti e i cambiamenti di posizione. Infatti, anche all’interno della vasca la posizione che si potrà assumere è libera e a scelta delle donne. Il parto in acqua permette anche una maggiore distensione dei tessuti e quindi una riduzione di incidenza di lacerazioni. Inoltre l’acqua diminuisce la produzione degli ormoni dello stress (l’adrenalina) e aumenta la produzione di endorfine cioè degli ormoni che contribuiscono ad alleviare la percezione dolorosa delle contrazioni. Per poter utilizzare la vasca le future mamme non dovranno far altro che esprimere l’interesse all’ostetrica che le seguirà durante il travaglio, la quale insieme al medico esaminerà la possibilità o meno di poter utilizzare la vasca. Vi sono infatti dei criteri di esclusione e quindi non può essere utilizzata in tutti i casi: ad esempio per poter utilizzare la vasca l’andamento della gravidanza deve essere fisiologico, quindi una gravidanza a basso rischio e a termine, il travaglio spontaneo e non indotto da farmaci, ecc. Il benessere fetale viene valutato grazie a sonde wireless.

Partorire in acqua: ambiente, benefici e precauzioni (infografica)

  • Impatto sull’analgesia: riduzione della percezione del dolore e possibile evitare l’epidurale.
  • Benefici fisiologici: rilassamento muscolare, miglioramento della circolazione fetale, minori lacerazioni.
  • Condizioni di eleggibilità: gravidanza a basso rischio, travaglio spontaneo, monitoraggio fetale.

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