Alain Delon Bambino Italiano: una vita di cinema, famiglia e conflitti

Questo articolo esplora la figura di Alain Delon, le sue radici, la sua carriera e le tensioni familiari che hanno attraversato la sua vita, con particolare attenzione ai racconti su Anthony Delon e sull’eredità del padre.

Origini, formazione e esordi

Alain Delon nasce a Sceaux, nella regione dell'Île-de-France, l'8 novembre 1935. Il carattere ribelle e le tensioni familiari gli fanno trascorrere un'infanzia infelice, segnata dalla separazione dei genitori quando ha appena quattro anni. Mandato in un collegio di suore, il piccolo Alain è intemperante: viene più volte espulso da scuola ed è costretto a cambiare diversi istituti. A quattordici anni lascia la scuola e si mette a lavorare nella macelleria del nuovo compagno della madre. A diciassette anni decide di arruolarsi in marina ed entra a far parte di un battaglione di paracadutisti della fanteria destinato al sud est asiatico, nell'ambito del corpo di spedizione militare francese in Indocina.

Anche l'esperienza della marina, che dura cinque anni, è travagliata: trascorre undici mesi complessivi in prigione per indisciplina. Al rientro in Francia, deve affrontare le difficoltà economiche: prova a mantenersi a Parigi svolgendo ogni genere di lavoro, dal facchino al commesso, passando per il cameriere, entrando in contatto con gli ambienti notturni che gravitano attorno ai quartieri di Halles e Montmartre. Proprio qui incontra l'attrice Brigitte Auber, che lo introduce al mondo del cinema.

La ascesa cinematografica e i grandi ruoli

La bellezza candida e al contempo glaciale di Delon viene notata dal regista Yves Allégret, che gli offre un piccolo ruolo nel suo film giallo Godot (1958). Sempre nel 1958 è nel cast di Fatti bella e taci, diretto dal fratello maggiore di Yves, Marc Allégret. Inizia, così, senza alcuna formazione specifica da attore, l'avventura cinematografica di quello che sarebbe diventato uno dei volti più popolari del cinema francese di tutti i tempi.

Nello stesso anno, infatti, arriva per Delon il primo ruolo da protagonista, quello del giovane e seducente Franz Lobheiner in L'amante pura, storia di amore e tradimenti diretta da Pierre Gaspard-Huit. Oltre a lanciare l'attore verso l'Olimpo del cinema francese, questo film vede nascere la lunga relazione sentimentale che lo legherà alla bellissima attrice coprotagonista Romy Schneider. È con il giallo Delitto in pieno sole (1959) di René Clément che Delon si fa notare per la prima volta con uno di quei personaggi belli e dannati, spesso al di là dei confini della legge, che lo renderanno il divo di Francia simbolo degli anni '60 e '70.

Nel 1960 l'incontro con il regista italiano Luchino Visconti segna una tappa fondamentale per la sua carriera. Delon è, infatti, il protagonista di Rocco e i suoi fratelli, film che lo consacra al successo internazionale con un personaggio puro e tollerante, molto diverso da quelli che avrebbe prediletto successivamente. In questa storia di cinque fratelli lucani immigrati a Milano con la madre, potente affresco, con toni da tragedia greca, sullo sradicamento dei meridionali, Delon incarna Rocco, che prova in ogni modo a tenere unita la famiglia, accettando perfino di intraprendere l'odiata carriera di pugile. Il film di Visconti spalanca all'attore francese le porte della migliore produzione del cinema italiano del periodo.

Un protagonista internazionale e le collaborazioni

Nel 1961 è nel cast tutto italiano della commedia Che gioia vivere di René Clément, in cui mostra il suo volto simpatico e brillante. Ne L'eclisse (1962), capitolo conclusivo della "trilogia dell'incomunicabilità" di Michelangelo Antonioni, Delon interpreta Piero, giovane e cinico agente di cambio che seduce un'apatica e inquieta Monica Vitti. Nel 1963 Visconti lo sceglie nuovamente per Il gattopardo, dove incarna il principe Tancredi, ambizioso e seducente attivista delle camicie rosse, indimenticabile al pubblico femminile.

Sul set di Colpo grosso al Casinò (1963), diretto da Henri Verneuil, lavora al fianco di Jean Gabin, con il quale condividerà spesso successi cinematografici. Qui formano una coppia - un vecchio delinquente e un giovane scippatore - di ladri che punta in alto: al casinò di Cannes. Nel 1965 il poliziesco L'ultimo omicidio di Ralph Nelson fa volare l'attore verso gli Stati Uniti, dove recita anche al fianco di Dean Martin nel western Texas oltre il fiume! (1966) di Michael Gordon. Nel 1967 si cimenta in una delle sue performances più riuscite, quella di Frank Costello faccia d'angelo, capolavoro di Jean-Pierre Melville, regista con cui Delon avvia una fruttuosa collaborazione.

Memorabile la sua interpretazione di un sicario a pagamento che deve guardarsi dalla polizia, un samurai solitario della malavita sullo sfondo di una Parigi struggente. Se nel film collettivo Tre passi nel delirio (1967) di Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini, liberamente ispirato a racconti di Edgar Allan Poe, è protagonista dell'episodio diretto dal francese Malle, in Parigi brucia? (1967) di René Clément incontra Jean-Paul Belmondo, altra grande star d'oltralpe con cui nasce un'amicizia ma anche una mitica rivalità. Nel 1968 ritrova la ex Romy Schneider, con cui continua ad avere un rapporto di amicizia, sul set del torbido dramma di suspense psicologica La piscina di Jacques Deray.

Notevole è l'interpretazione di Delon nel gangsteristico Il clan dei siciliani (1969) di Henri Verneuil, in cui fa di nuovo i conti con Jean Gabin. Gli anni '70 si aprono all'insegna del grande successo commerciale di Borsalino (1970) di Jacques Deray. È lo stesso Delon a scovare la sceneggiatura di questa gangster story ambientata a Marsiglia negli anni '30, sul modello del noir del dopoguerra americano, una storia di rivalità e amicizia tra due boss della malavita che si alleano per tenere in pugno la città. L'unico attore in grado di tenere testa a Delon è Jean-Paul Belmondo, che viene scelto per la parte del co-protagonista.

Crisi personali, tutela legale e conflitti familiari

Alain Delon, 88 anni, è al centro di una controversia familiare e giudiziaria. Da quando, nel 2019, è stato colpito da un ictus e la sua salute ha continuato a deteriorarsi, tra i suoi figli è scoppiata una vera e propria faida. «In questo momento sta abbastanza bene, se la cava e va avanti», ha spiegato Anthony. «Ci sono delle liti in corso perché in quanto figlio ho deciso di rispettare il volere di mio padre di rimanere a casa, a Douchy (la sua villa in campagna), poi, la stampa si è impossessata di cose che non conosce e che non sa. Io credo che mio padre abbia lavorato duramente tutta la vita e che abbia il diritto di finire la sua vita dove desidera lui e a nessuno deve importare».

Anthony Delon ha spiegato di voler rispettare la volontà del padre, malato di un linfoma a evoluzione lenta e al centro di una faida familiare. Così, Anthony gli ha anche fatto costruire una cappella in casa, «perché vuole rimanere lì e io e mio fratello ci siamo battuti molto per far sì che tutto ciò accadesse». Il figlio maggiore dell’icona del cinema francese si è raccontato nel salotto di Mara Venier, a Domenica In, parlando dei suoi progetti di lavoro e presentando il suo ultimo libro, Bastingage, un romanzo che, al momento, è disponibile solamente in Francia.

Alain Delon è stato posto sotto tutela giudiziaria: cosa sta succedendo con i figli. L'attore, 88 anni, non potrà prendere più tutte le sue decisioni in autonomia, ma quelle più importanti saranno vagliate da un giudice. Si tratta di un provvedimento temporaneo, per mettere freno alla guerra familiare tra i tre figli del divo, Anthony, Alain Fabien e Anouchka. Alain Delon, la dichiarazione che sconcerta: «Voglio morire, la vita è finita» è tra i racconti preoccupanti che circolano sul suo stato di salute, suggerendo la complessità della situazione familiare e mediatica.

Riflessi della vita privata e della carriera

Il divo ha vissuto una vita segnata da prove e successi, con una carriera che ha attraversato epoche e continenti. Dal 1935, data di nascita, alle fortune cinematografiche che hanno segnato intere generazioni, fino alle cronache odierne di una famiglia allargata e spesso controcorrente. A darne notizia, in momenti diversi, sono state le agenzie di stampa e le cronache del mondo dello spettacolo, che hanno raccontato sia i tratti di una figura leggendaria sia le difficoltà legate all’età, alla salute e al contesto familiare.

grafico lineare età e filmografia

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