Stimolare l’ovulazione: approcci naturali e medici per migliorare la fertilità

Non è insolito conoscere coppie che non riescono a soddisfare il desiderio di avere un bambino. Dopo un certo periodo di tentativi, la coppia comincerà a porsi delle domande riguardanti la propria fertilità, e rivolgendosi a degli specialisti inizia un delicato percorso diagnostico e terapeutico. In alcuni casi sarà possibile riconoscere le cause responsabili dell’infertilità: vengono quindi iniziate delle terapie, che spesso prevedono l’uso di ormoni o di loro analoghi, per ripristinare le condizioni ottimali per il concepimento. Altre volte, nonostante i lunghi trattamenti, sarà necessario ricorrere alla fecondazione assistita. Le cause, che sono molteplici, possono dipendere in egual misura da condizioni legate all’uomo o alla donna e talvolta ad entrambi i partner contemporaneamente.

Nel caso della sterilità invece esiste una specifica condizione patologica in uno o in entrambi i partner, che causa l’impossibilità di concepire naturalmente. È risaputo che, soprattutto nella donna, l’età influisce sulla fertilità, ma sempre più spesso la decisione di una gravidanza viene ritardata. Già dopo i 30 anni, gli oociti iniziano ad invecchiare, e ciò può causare l’accumulo nel loro DNA di alterazioni genetiche più o meno importanti. Inoltre lo stress, l’eccessiva magrezza (anoressia) o al contrario l’obesità, l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol sono tutti fattori capaci di influire negativamente sull’ovulazione.

Cos’è l’ovulazione e perché è centrale per la fertilità

Mensilmente nelle ovaie si verifica l’ovulazione, che è il processo che porta alla maturazione di un oocita, o cellula uovo. Tanti organi collaborano affinché l’ovulazione avvenga correttamente, e comunicano tramite dei messaggeri che si chiamano ormoni. A partire dall’adolescenza, per la prima volta, un ormone, il GnRH stimola il rilascio di altri due ormoni, il FSH e il LH. Nel frattempo, anche le ovaie e l’oocita rilasciano dei messaggeri, gli estrogeni e il progesterone che preparano l’utero nell’evenienza di una gravidanza. L’ovulazione si verifica quando gli alti livelli di estrogeni nel sangue stimolano ulteriormente il rilascio di FSH e LH (picco ovulatorio).

Quando avviene la fecondazione i livelli del progesterone rimarranno alti fino alla produzione del vero ormone della gravidanza, il hCG. Come già accennato l’ovulazione può risentire di un errato stile di vita (stress, alimentazione, sostanze d’abuso), ma può anche esserci un intoppo nel meccanismo che abbiamo appena descritto. Questo può avvenire per Alterazioni congenite, esistenti sin dalla nascita, come nel caso di malattie genetiche (la sindrome di Turner), oppure perché la loro funzione viene improvvisamente spenta da traumi o più spesso da tumori (come nel caso del prolattinoma).

Stadi diagnostici e trattamenti per stimolare l’ovulazione

L’endometriosi, poi può incidere in maniera rilevante su molti aspetti della vita della donna ed è spesso causa di infertilità. In realtà no. La fecondazione assistita è solo l’ultima tappa di un percorso diagnostico e terapeutico che prevede prima una serie di valutazioni: in alcuni casi, trovata la causa dell’infertilità, questa viene trattata in maniera mirata e la condizione ottimale per una gravidanza viene ripristinata. È questo il caso delle infezioni, condizioni in cui entrambi i partner devono sottoporsi a una specifica terapia antibiotica. Se il problema è legato all’ovulazione, la terapia proverà a riattivare le normali funzioni dell’ovaio, portando alla maturazione un singolo oocita. Per indurre l’ovulazione viene comunemente utilizzato il clomifene citrato. Il farmaco viene somministrato per via orale per 5 giorni a partire dalla fine delle mestruazioni e se tutto il resto funziona correttamente entro 5 giorni avverrà l’ovulazione, giorni in cui, una coppia che non ha altri problemi di fertilità viene invitata ad avere rapporti non protetti.

Se comunque l’ovulazione non avviene, l’ovaio viene stimolato direttamente utilizzando i due messaggeri che inducono la maturazione e la rottura del follicolo, l’FSH e l’LH. Classicamente a questo scopo venivano usati la menotropina, che li contiene entrambi, e la urofillina, che contiene soprattutto l’FSH. Con il progredire delle biotecnologie, queste molecole sono ora prodotte direttamente in laboratorio, permettendo di avere dei farmaci che contengono solo l’FSH (rFSH) o solo l’LH (rLH). In questo modo si può meglio personalizzare il trattamento e migliorare le risposte. Di recente è stata messa a punto una nuova forma di FSH, la corifollitropina alfa, che può essere somministrata sottocute un’unica volta, perché è capace di stimolare in maniera continua l’ovaio per 7 giorni.

Dopo le adeguate valutazioni, il primo step sarà quello di stimolare le ovaie, ma in questo caso si cercherà di fare maturare contemporaneamente un numero elevato di oociti. In condizioni normali viene innescato un “sistema di freni di sicurezza” che si aziona quando un primo follicolo, definito dominante, blocca la maturazione degli altri. Il ciclo ovarico viene orchestrato dall’esterno con sostanze che simulano l’attività dei vari ormoni, responsabili del ritmo del ciclo ovarico. In entrambi i casi il ciclo fisiologico viene spento completamente, e l’ovaio viene stimolato usando l’FSH e l’LH, che sono somministrati a dosaggi maggiori rispetto a quelli usati per l’induzione dell’ovulazione. Lo stato di sviluppo dei follicoli e la maturazione della mucosa dell’utero vengono costantemente monitorati con ecografie e dosaggi ormonali, e quando gli ovuli sono maturi si somministra, l’hGC per via iniettiva.

Tra le tecniche più usate ci sono la FIVET, la ICSI e la GIFT. Nella FIVET, letteralmente fecondazione in vitro embryo transfer, gli oociti e un campione del liquido seminale del partner vengono messi in piccoli pozzetti che contengono anche del liquido nutritizio. Nelle prime 24 h avviene la fecondazione nel pozzetto. L’ICSI, iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, prevede appunto che un singolo spermatozoo venga iniettato direttamente all’interno dell’oocita attraverso una sorta di microscopica “siringa”. L’oocita cosi fecondato verrà fatto crescere per 48 h in vitro e quindi trasferito nell’utero materno come nel caso della FIVET. Nella GIFT, letteralmente trasporto di gameti nelle tube di Falloppio, invece la fecondazione avviene in parte nel corpo della donna. Infatti gli oociti vengono raccolti attraverso un piccolo intervento in laparoscopia e non per via vaginale come nelle altre metodiche. Gli oociti recuperati vengono però subito immessi nella tuba della donna insieme al liquido seminale del partner. In questo modo le fasi successive della fecondazione avvengono all’interno della tuba come avviene in condizioni fisiologiche.

Rischi, effetti collaterali e indicatori di successo

Una giovane donna che deve sottoporsi a trattamenti oncologici, sia con chemio- che con radioterapia, sa che questi spesso incidono sulla vitalità degli oociti, riducendo quindi le possibilità di una gravidanza. Con il trattamento di stimolazione ovarica, non si deve però influire negativamente sullo stato di salute generale della donna. In alcuni casi, come nel tumore della mammella, l’aumento ormonale che è legato al trattamento, potrebbe causare un peggioramento della malattia. In genere alcune tra le preoccupazioni delle donne che si sottopongono ai trattamenti di stimolazione sono: ma dopo il trattamento aumenta il rischio di sviluppare un tumore? Tra i disturbi più frequentemente riferiti ci sono alcuni dei sintomi tipici della menopausa: vampate di calore, cefalea, alopecia e qualche volta disturbi visivi. Inoltre stimolando l’attività ovarica, ovviamente, è possibile che più ovuli vadano incontro contemporaneamente alla maturazione e questo potrebbe facilitare gravidanze gemellari. Una temibile complicazione della stimolazione controllata è l’iperstimolazione dell’ovaio. Questa condizione si può verificare sia dopo il trattamento con il clomifene che con le gonadotropine: le ovaie rispondono troppo alla stimolazione ormonale e aumentano le loro dimensioni.

La probabilità di successo di queste metodiche è variabile tra il 15 e il 30%. Alexandra W van den Belt-Dusebout Ovarian Stimulation for In Vitro Fertilization and Long-term Risk of Breast Cancer. JAMA . 2016 Jul 19;316(3):300-12. Per le tecniche di assistenza riproduttiva viene sempre considerato un ciclo di trattamenti e non il singolo tentativo. Questo perché, dopo un mese di rapporti liberi anche una coppia giovane e fertile non ha più del 20% di probabilità di concepire. Mediante le tecniche di assistenza riproduttiva, superiamo un ostacolo al concepimento senza poter modificare in modo sostanziale il potenziale di fertilità. Un eventuale insuccesso della metodica, dunque, è valutabile solo dopo almeno 4 tentativi giunti al transfer.

Strategie naturali e consigli utili

Esistono alcuni metodi per favorire naturalmente l’ovulazione senza la somministrazione di farmaci o trattamenti invasivi. Alimentazione corretta e completa L’alimentazione corretta e bilanciata risulta essere uno degli alleati naturali pro-ovulazione. La dieta per la fertilità serve a fornire al corpo tutti i nutrienti per massimizzarne le funzionalità riproduttiva. Ciò significa prediligere ed assumere cibi genuini: frutta e verdura variegate, cereali integrali, moderate quantità di carne magra, frutti di mare, latticini, noci e grassi sani. Attività fisica Un regolare e moderato esercizio fisico aiuta a mantenere il corpo in salute, determinando un indice di massa corporea ed un peso ideale che, a sua volta, supporterà positivamente l’equilibrio ormonale ed i livelli corretti di insulina. Stress È assolutamente dimostrato come anche un elevato livello di stress possa essere nemico della fertilità e del corretto funzionamento dell’ovulazione. Tecniche di gestione dello stress come la meditazione, il respiro profondo e il sonno adeguato sono fondamentali per migliorare la funzione ovarica e favorire l’ovulazione.

Erbe e integratori per regolarizzare l’ovulazione Una delle integrazioni più studiate per migliorare la fertilità nelle donne con PCOS è quella con myo-inositolo in combinazione con D-chiro-inositolo.Gli studi mostrano come questa combinazione di principi attivi naturali sia utile per bilanciare i livelli di insulina e migliorare la funzione ovarica. Nel merito di questi integratori ti consigliamo Inofert HP. L’assunzione di questo integratore per almeno tre mesi può portare a un miglioramento significativo della funzionalità ovarica e alla regolarizzazione del ciclo mestruale. Inoltre, Inofert Combi HP è particolarmente indicato per le donne in sovrappeso con PCOS, poiché aiuta a contrastare la resistenza all’insulina e le sue conseguenze riproduttive.

grafico ormoni ovulatori

Procreazione Assistita: E se non riesci ad avere figli? (FIVET e IUI) | #TELOSPIEGO

Conclusioni e invito all’acquisizione di informazioni

L’ovulazione è un processo fisiologico fondamentale nel ciclo mestruale e la regolarizzazione dell’ovulazione rappresenta l’obiettivo di molte donne che cercano una gravidanza. Ricorda che in caso di difficoltà persistenti è sempre consigliabile consultare un ginecologo per escludere eventuali patologie sottostanti. Che cos’è l’ovulazione? L’ovulazione è il rilascio di un ovulo dall’ovaio, generalmente a metà del ciclo mestruale. I sintomi, i segni e i test di ovulazione possono aiutare a individuare i giorni fertili, ma una consulenza professionale resta fondamentale per una valutazione accurata e personalizzata.

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