Rumori bianchi per neonati: funzione, beneficio e precauzioni

I rumori bianchi per neonati vengono spesso utilizzati per favorire il rilassamento e il sonno nei primi mesi di vita, perché riproducono suoni continui e ripetitivi simili a quelli percepiti dal bambino nel periodo prenatale. Molti genitori si chiedono però se i rumori bianchi facciano bene, quando usarli e se possano avere effetti indesiderati sull’udito del neonato o sullo sviluppo.

l’articolo spiega che cosa sono i rumori bianchi, quali differenze esistono rispetto ad altri suoni continui e in quali situazioni possono essere utili. Il suono di un torrente che scorre placido, il rumore costante del vento, un battito cardiaco che procede con la stessa frequenza… Quelli appena descritti sono “rumori bianchi”, ovvero suoni spesso utilizzati per far addormentare i neonati e i bambini molto piccoli. Numerose ricerche evidenziano il loro effetto positivo in particolare sull’organismo dei nati pretermine, con un effetto definito “neuroprotettivo”.

Cos’è esattamente il rumore bianco e perché calma

I rumori bianchi per il neonato hanno un effetto calmante, come approfondiremo in seguito, ma non si sostituiscono alle cure prossimali del genitore. La difficoltà ad addormentarsi, il pianto in risposta all’adattamento ai rumori o al dolore sono situazioni del tutto normali, in particolare nei neonati e nei bambini sotto i 2 anni di età.

Si tratta di suoni ripetitivi che comprendono tutto lo spettro delle frequenze udibili all’orecchio umano e con un’ampiezza costante. Possono essere suoni artificiali (phon, lavatrice, cappa della cucina…) o anche naturali (altri esempi, oltre a quelli già citati, sono il rumore della pioggia che cade o quello delle onde del mare). L’effetto calmante dei rumori bianchi è anche dato dal fatto che, in molti casi, si tratta di suoni che il neonato già conosce, poiché ha avuto modo di udirli mentre era nell’utero.

Quando e come usarli in sicurezza

I rumori bianchi possono favorire il rilassamento e il sonno del bambino, come suggerito anche dalle linee guida dell’American Academy of Pediatrics, purché non superino i 60 dB (decibel), considerando che la soglia tollerata da un neonato è di 80/85 dB. Questo metodo sembra funzionare con oltre l’80% dei neonati e dei bambini molto piccoli.

Ai rumori bianchi artificiali e naturali si aggiungono anche le voci materne e paterne, a cui i neonati si abituano ancor prima di nascere. Uno studio che risale al gennaio del 1990 osservò per la prima volta l’effetto tangibile dei rumori bianchi sui neonati nei primi sette giorni di vita, registrando una diminuzione delle crisi di pianto e una maggiore facilità ad addormentarsi.

Negli anni successivi l’attenzione si è spostata sull’effetto dei rumori bianchi e dei suoni rilassanti sui nati pretermine in Terapia intensiva neonatale. In una T.I.N., i rumori disturbanti sono tanti (attrezzature, monitor, respiratori…) e hanno un volume molto elevato, spesso fastidioso, che supera quasi sempre i 45 dB di giorno e i 35 dB di notte, un range che non consente all’orecchio del neonato di riposare. A partire da queste osservazioni, l’Università di Vienna ha portato avanti un progetto che ha messo in evidenza come l’esposizione di un nato pretermine in incubatrice a suoni simili ai rumori bianchi, riesce a mitigare le emissioni sonore esterne disturbanti, con un effetto positivo nella regolazione del battito cardiaco, del ritmo respiratorio e dello stato di salute generale del bambino. Addirittura sembra che questi suoni rilassanti siano in grado di influenzare in meglio la saturazione dell’ossigeno nei prematuri molto più della voce materna. Grazie all’introduzione della tecnologia contactless, inoltre, è oggi possibile monitorare il livello del suono all’interno dell’incubatrice (un sensore rileva quando il rumore supera i 50 dB).

L’International Pediatric Sleep Association (IPSA) considera i rumori bianchi utili e in grado di aiutare i neonati - sia i prematuri, sia i nati a termine senza complicanze, sia i più fragili e soggetti a stress esterni - purché vengano attuate delle precauzioni. Altra raccomandazione importante è quella di non abusare con l’utilizzo di questi suoni, soprattutto nelle ore notturne e dopo che il bambino si è addormentato, quando sarebbe opportuno spegnere ogni dispositivo.

Rischi, limiti e buone pratiche

Con questo non vogliamo certo dire che i rumori bianchi possano comportare delle controindicazioni o in qualche modo essere pericolosi. Una delle domande più frequenti dei genitori è se i rumori bianchi possano causare danni uditivi. Inoltre, i rumori bianchi non dovrebbero essere utilizzati con bambini oltre i 2 anni. Prima di questa età, infatti, l’effetto rilassante dei rumori bianchi è dovuto al fatto che il bambino, pur riconoscendo molti suoni - soprattutto quelli a cui è già abituato -, non ne distingue ancora perfettamente la provenienza se questi sono molti e profusi in contemporanea. Oltre i 2 anni invece, dal momento che il piccolo sviluppa un’abitudine all’ascolto e una capacità maggiore nel distinguere i suoni, i rumori bianchi non sono consigliati per conciliare il sonno.

Il contatto pelle a pelle, ad esempio sia in ospedale che a casa, ha dimostrato un grandissimo effetto positivo sulla regolarità del sonno del neonato, anche prematuro, oltre ad un beneficio sulla salute generale del piccolo: il torace, il collo, le braccia, sono punti che emanano un senso di calore e protezione, da indurre rilassamento. Non dimentichiamo inoltre che non esistono solo i rumori bianchi, ma anche la musica è un grande aiuto per riuscire ad addormentare il neonato o il bambino.

Perché i rumori bianchi possono calmare alcuni neonati? I rumori bianchi sono suoni continui e ripetitivi che possono ricordare al neonato l’ambiente sonoro dell’utero, dove i rumori erano costanti e ovattati. Per alcuni bambini questi suoni risultano rassicuranti e aiutano a ridurre gli stimoli improvvisi provenienti dall’esterno. Questo effetto calmante non è uguale per tutti: alcuni neonati ne traggono beneficio, altri no.

Strategie pratiche e alternative

Quando è utile usare i rumori bianchi? I rumori bianchi vengono spesso utilizzati per favorire l’addormentamento o per calmare il neonato nei momenti di agitazione. Possono essere un supporto nella routine del sonno, ma non sono indispensabili. È preferibile inserirli come uno strumento occasionale e non come unica strategia per far dormire il bambino.

A che volume e distanza vanno usati i rumori bianchi? Il volume dei rumori bianchi dovrebbe essere sempre moderato, simile a una conversazione tranquilla. Il dispositivo non va mai posizionato vicino all’orecchio del neonato, ma tenuto a una certa distanza. Un suono troppo forte o costante potrebbe risultare fastidioso.

I rumori bianchi possono interferire con lo sviluppo dell’udito o del linguaggio? Se usati in modo appropriato e per periodi limitati, i rumori bianchi non interferiscono con lo sviluppo dell’udito o del linguaggio. È però importante che il neonato abbia anche momenti di silenzio e di interazione verbale con gli adulti. Parlare, cantare e rispondere ai suoi vocalizzi resta fondamentale per lo sviluppo della comunicazione.

I rumori bianchi sono dei suoni costanti e ripetitivi che si presentano sempre uguali, senza soluzione di continuità, proprio questa loro ciclicità e monotonia aiuta a rilassare chi li ascolta. I rumori bianchi, inoltre, rompono il silenzio e mascherano suoni ambientali improvvisi, che possono interrompere il sonno. Si chiamano bianchi per analogia con la luce bianca, che contiene tutte le lunghezze d’onda dello spettro visibile. Allo stesso modo, questi annoverano tutte le frequenze sonore percepibili dall’orecchio umano. I rumori bianchi possono essere prodotti da fonti differenti, alcuni derivano da elementi naturali, altri da dispositivi elettronici e altri ancora sono generati dal corpo umano. Non c’è un rumore bianco migliore dell’altro; la loro efficacia dipende dalla sensibilità della persona che li ascolta. Prima di usare regolarmente i rumori bianchi è bene vagliare le preferenze del neonato.

Nei primi mesi di vita il sonno del neonato è frammentato a causa della necessità di nutrirsi di frequente e del ritmo circadiano ancora immaturo. I rumori bianchi possono giocare un ruolo cruciale nell’aiutare il bambino a rilassarsi e a prolungare le fasi di sonno profondo. Ricreano le condizioni che c’erano nel ventre materno, sono per lui familiari e rassicuranti. Mascherano i rumori improvvisi, come il campanello, un clacson, un urlo, e così via. Favoriscono il rilassamento perché stimolano il rilascio di serotonina, un neurotrasmettitore associato alla calma e al benessere.

Conseguenze pratiche e strumenti di supporto

Per ottimizzare l’impiego dei rumori bianchi ed evitare che questi possano danneggiare il riposo, invece che migliorarlo, è bene utilizzare specifiche indicazioni. In particolare, è importante modulare il volume dei suoni usati. Questi non dovrebbero superare i 50-60 dB (per evitare danni all’udito) e la cassa che trasmette il rumore bianco dovrebbe essere posta ad almeno un metro dal giaciglio. Bisogna prendere anche in considerazione la fascia d’età nella quale si utilizza il rumore bianco per favorire il sonno. Oltre i 2 anni questi non sono consigliati.

Infine, è importantissimo osservare la reazione del neonato all’esposizione dei rumori bianchi, ciò permetterà di capire quali sono i suoi preferiti e quelli con cui effettivamente riesce a rilassarsi. Studi fatti sull’utilizzo dei rumori bianchi per favorire l’addormentamento dei neonati sono concordi sul fatto è fondamentale utilizzare un volume adeguato, non eccessivamente elevato perché questo potrebbe danneggiare l’udito dei bambini. Oltre a ciò, si è indagato se questi suoni potessero interferire con lo sviluppo cerebrale o compromettere l’apprendimento del linguaggio. Questo dubbio è sorto negli studiosi perché l’ascolto di una grande varietà di rumori provenienti dall’ambiente è una ricchezza per il neonato. Infatti, proprio la percezione di voci e altri rumori apre la mente e rende più facile l’apprendimento del linguaggio.

Per evitare di sviluppare nel bambino una dipendenza dai rumori bianchi questi potrebbero essere alternati ad altre tecniche di rilassamento. Ci sono tanti metodi che aiutano a calmare corpo e mente e favoriscono il riposo. Musica, preferendo melodie lente e regolari, spesso a tal fine si utilizzano brani di musica classica o ninna nanne. Massaggi da effettuare anche con l’utilizzo di oli naturali ai quali possono essere aggiunte essenze che inducono il rilassamento, come camomilla e lavanda. Si consiglia di leggere attentamente le etichette dei preparati per selezionare solo le formule per uso pediatrico.

Nei paragrafi finali si sottolinea che i rumori bianchi possono essere uno strumento efficace per aiutare il bambino a rilassarsi e dormire meglio, con riferimenti a casi di studio e a una gamma di applicazioni pratiche. Viene anche menzionata la disponibilità di tecnologie e dispositivi che riproducono suoni bianchi, inclusi strumenti come video o app in rete, e specifiche macchine per il sonno in commercio, citando esempi come la D11 Max Portable Sleep Aid della Dreamegg.

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