La gravidanza è un momento molto particolare della vita di una donna in cui le emozioni sono protagoniste, infatti dopo un primo momento di sorpresa e felicità spesso può succedere che preoccupazioni e ansie relative allo sviluppo del bambino si facciano largo nella mente della donna in attesa, soprattutto quando è interessata da qualche malessere. Occorre fare attenzione se il naso chiuso permane più a lungo di quello che è il normale decorso di un raffreddore (circa 10 giorni), per non sottovalutare un problema che potrebbe interferire con il normale decorso della maternità. Abituarsi a respirare male per la futura mamma significa ossigenare meno il sangue e di conseguenza anche il feto finisce col ricevere meno ossigeno e si corre quindi il rischio di far insorgere delle problematiche più serie durante la delicata fase della gestazione.
Tra le cause comuni individuate dagli specialisti ci sono infiammazioni (il comune raffreddore), sinusiti, anomalie strutturali (deviazione del setto), allergie, polipi nasali ed ingrossamento delle mucose con ipertrofia dei turbinati. Quest’ultima patologia, poco conosciuta ma molto diffusa - si stima che, in maniera più o meno grave ne soffra il 40% della popolazione - è legata, come vedremo più avanti, a molteplici fattori contro i quali le terapie di tipo farmacologico possono poco o nulla. E qui entra in gioco la chirurgia, che con interventi sempre meno invasivi è ormai in grado di dare risposte convincenti. Chi soffre di difficoltà respiratoria attraverso le narici spesso è costretto ad inalare aria con la bocca, esponendo se stesso ad un maggiore rischio di contrarre infezioni di tipo virale che possono anche interessare la gola.
Il cosiddetto ‘naso chiuso’ è uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione italiana. Il raffreddore con naso tappato può rendere la gravidanza, periodo già faticoso e stressante, ancora più complicato. La futura mamma che respira con difficoltà può infatti riposare meno o meno bene e sentirsi quindi stanca e stordita. A creare l’effetto ‘tappo’ che inibisce e impedisce una buona respirazione e quindi un riposo soddisfacente è il muco in eccesso prodotto dalla mucose irritate che va ad ostruire le cavità nasali.
Quando si presenta naso chiuso con presenza di muco in gravidanza, in molti casi si tratta di rinite gravidica. Il fattore principale che la scatena è un aumento di estrogeni e del progesterone. Gli ormoni gonfiano le mucose provocando quella sensazione tipica del raffreddore. In questo caso virus e infezioni non c’entrano, ma i sintomi della rinite gravidica sono i medesimi di un ‘naso chiuso’ da influenza. I sintomi tradizionali della rinite gravidica sono, infatti, naso sempre chiuso e gocciolante con presenza di voce roca e nasale, percezione difficile di odori e sapori, mal di testa, lacrimazione. La rinite gravidica, che si manifesta nel 30% delle donne durante l’ultimo trimestre di gravidanza, si risolve solitamente in modo spontaneo entro due settimane dal parto.
Tale patologia è spesso sottovalutata dalle gestanti perché assimilata ad un comune raffreddore quando, in realtà, può dare vita a numerose complicanze come ipertensione gestazionale, ritardato sviluppo fetale in utero e minor benessere neonatale alla nascita. Tale patologia può essere contrastata assumendo acido ialuronico, sostanza che non ha alcuna controindicazione in quanto già presente in natura nel nostro organismo. Risultati preliminari di uno studio in corso presso la clinica dell’Università di Perugia confermano una significativa riduzione della stanchezza, della sete, della cefalea, dell’eventuale russamento ed insonnia. L’acido ialuronico sembra efficace nelle donne in gravidanza anche al fine di ridurre l’ipertrofia dei turbinati limitando la congestione dei turbinati e delle mucose.
Per stappare il naso è sempre meglio non prendere in considerazione la somministrazione di farmaci, soprattutto se si è in dolce attesa. L’assunzione di aspirina e di altri farmaci antinfiammatori anti-steroidei come ibuprofene o diclofenac è assolutamente da evitare dopo la 30ma settimana di gestazione poiché potrebbe causare la chiusura del dotto di Botallo, un vaso fondamentale per la circolazione sanguigna fetale e indurre aborto. Gli unici farmaci tollerati durante i nove mesi sono quelli a base di paracetamolo, come Tachipirina ed Efferalgan, ma solamente se viene rispettato il dosaggio consigliato nel foglietto illustrativo e se l’assunzione non si protrae oltre le 72 ore. Nel caso non si avvertano miglioramenti, è sempre opportuno rivolgersi ad un medico. Anche tra gli antibiotici ce ne sono alcuni che possono essere utilizzati in gravidanza, solitamente tutti quelli a base di amoxicillina o macrolidi. Attenzione, però, perché essi possono apportare benefici solo in caso di infezione batterica.
Per tentare di liberare il naso chiuso ci si può affidare anche a rimedi casalinghi, i classici rimedi della nonna, come ad esempio bere molti liquidi, ad esempio bevande calde con aggiunta di miele all’eucalipto che ha effetto balsamico e ancora effettuare lavaggi nasali con soluzione fisiologica o salina che si prepara sciogliendo un cucchiaino di sale in mezzo litro di acqua tiepida (valida anche per fare aerosol senza aggiungere farmaci). Altra strada è quella dell’omeopatia: oli essenziali a base di eucalipto e menta possono ad esempio essere utilizzati come anticongestionanti se inalati attraverso fumenti di acqua calda nel quale ne viene sciolta qualche goccia. L’obiettivo è rendere il muco più fluido possibile e quindi più facilmente eliminabile. Questi rimedi, tuttavia, seppur utili e in grado di offrire un certo sollievo momentaneo, non garantiscono la risoluzione del problema, con il rischio che il muco non venga totalmente espulso e rimanga stagnante all’interno delle cavità nasali e che il raffreddore si tramuti in una fastidiosissima sinusite cronica.
Una cosa è certa. Se il naso chiuso persiste, soprattutto se siamo in stato interessante, sempre meglio ricorrere ad una visita specialistica perché se la futura mamma non è soggetta a rinite gravidica è probabile che il problema che genera ostruzione della respirazione nasale e produzione di muco si annidi nei turbinati. Il naso chiuso in gravidanza, infatti, è molto spesso dovuto a ipertrofia dei turbinati. E come abbiamo già sottolineato, se la mamma respira male arriva anche meno ossigeno nel sangue materno e quindi al feto con seri rischi per la salute del futuro nascituro. L’otorinolaringoiatra è in possesso di tutti gli strumenti utili per verificare ed indagare le cause alla base del processo infiammatorio (inziale, acuto o cronico). La visita, per così dire, manuale, viene oggi integrata dalla video fibroscopia del naso e della gola. Una sottile videocamera, collegata ad un sistema di fibre ottiche, esplora naso e gola in maniera del tutto indolore aiutando lo specialista a comprendere cosa generi l’infiammazione e come la si possa contrastare e prevenire. In molti casi, a completamento diagnostico, è utile un’indagine allergologica mediante test cutaneo (prick test), un esame indolore e veloce, che consente di individuare eventuali fattori di rischio legati ad allergie particolari.
I turbinati, sono strutture ossee rivestite da mucosa situate all’interno delle fosse nasali, solitamente tre per parte suddivisi in superiore, medio, inferiore. La funzione dei turbinati è quella di condizionare l’aria cioè di umidificarla, riscaldarla e depurarla. I turbinati rappresentano, infatti, il principale organo della respirazione nasale, e hanno la funzione di filtrare dai germi l’aria diretta ai polmoni. La soluzione definitiva ai fastidi collegati all’ipertrofia dei turbinati è rappresentata oggi, anche per le donne in gravidanza, dall’intervento con laser CO2. Nella maggior parte dei casi di naso chiuso da ipertrofia dei turbinati è infatti possibile eseguire l’intervento in ambulatorio, senza dolore, senza utilizzo di farmaci e senza tamponi.
A cura del Dott. Durante la gravidanza, è importante fare attenzione ai farmaci che si assumono per alleviare i sintomi del raffreddore, specialmente nel primo trimestre quando si formano gli organi del bambino. In generale, gli antistaminici topici (intranasali) sono considerati sicuri durante la gravidanza mentre è da evitare l’associazione antidolorifico-antinfiammatorio, specialmente nel terzo trimestre. Il medicinale di prima scelta per le donne in dolce attesa con il raffreddore resta il paracetamolo, utile anche in caso di febbre poiché possiede una specifica azione antipiretica. Leggi anche → Difese immunitarie basse? Questo articolo non ha in alcun modo lo scopo di sostituire il consulto medico.
La rinite gravidica è un disturbo delle alte vie respiratorie che si manifesta con difficoltà nella respirazione, naso chiuso e raffreddore persistente. A differenza del comune raffreddore, la rinite in gravidanza non ha cause di natura infettiva o allergica, ma è associata ai cambiamenti ormonali che avvengono nella donna. Per quanto riguarda la durata della rinite in gravidanza è difficile dare delle tempistiche precise, dal momento che si tratta di un disturbo alquanto variabile. Poiché tale condizione dipende per lo più da cause di natura ormonale, non esistono soluzioni alla rinite gravidica che possano essere definitive o risolvere la situazione. Tra le cure per la rinite gravidica è necessario menzionare i lavaggi nasali e i prodotti a base di acido ialuronico. Nel periodo della gravidanza anche un solo starnuto può far preoccupare, è normale.
In una fase delicata come questa, tutte le future mamme tendono a curare maggiormente la loro salute per evitare possibili complicazioni al nascituro. Durante la gravidanza le difese immunitarie si abbassano, e di conseguenza aumenta il rischio di contagio delle patologie invernali. Un rimedio può essere aspettare che il raffreddore passi da solo, conciliando la guarigione con una buona dose di riposo e con abbondante idratazione. Nel frattempo si può cercare di alleviare il fastidio del naso chiuso utilizzando metodi naturali, come i suffumigi. La rinite ormonale o gravidica si manifesta come un senso di naso chiuso, simile a un raffreddore persistente. Inizia in genere dal terzo mese di gravidanza e tende ad aggravarsi, persistendo talvolta anche durante l'allattamento.

Che cos'è la rinite gravidica La rinite gravidica è un tipico disturbo della gestazione e interessa circa il 60% delle gravidanze. Non è grave né pericolosa ma, poiché i suoi sintomi sono molto simili a quelli del raffreddore, la sensazione di naso chiuso e la conseguente difficoltà a respirare possono risultare particolarmente fastidiose, soprattutto nei casi più marcati. Le cause della rinite gravidica Una volta escluse le infezioni nasali virali o batteriche, con una semplice visita dall'otorino si può pensare a questa forma, che ha cause esclusivamente ormonali. Gli ormoni della gravidanza (estrogeni e progesterone) inducono un aumento del muco nasale e un edema delle mucose, con gonfiore e congestione (ipertrofia dei turbinati). La respirazione nasale insufficiente può ridurre la qualità di vita della mamma e ripercuotersi sul feto: alcuni studi hanno evidenziato un aumento del rischio di ipertensione gestazionale, ritardo di crescita intrauterina e minor benessere neonatale alla nascita.
I sintomi della rinite gravidica I sintomi più frequentemente riferiti dalle pazienti sono: naso chiuso persistente (l'ostruzione respiratoria è dovuta all'aumento dimensionale dei turbinati); ridotta percezione degli odori (iposmia), per l'alterazione sensoriale e l'ostruzione nasale; voce nasale (rinolalia chiusa), diretta conseguenza della congestione; scolo di muco (mucorrea), per l'aumento delle ghiandole che lo producono; starnuti continui; dolore e prurito all'interno del naso.
I rimedi per la rinite gravidica Come alleviare questo disturbo senza ricorrere a cortisone o antistaminici, controindicati in gravidanza? La prima cosa da fare è rivolgersi allo specialista in otorinolaringoiatria che, con la visita completata da esami endoscopici (videoendoscopia nasale, videofibrolaringoscopia), può confermare la diagnosi e stabilire le cure. Da evitare sempre l'autodiagnosi e l'automedicazione: anche in gravidanza possono comparire patologie del naso e dei seni paranasali, talvolta serie, con sintomi simili a quelli della rinite gravidica. Tra i rimedi più diffusi: lavaggi nasali con soluzione fisiologica, che possono aiutare ma spesso non bastano a risolvere i sintomi; docce nasali con acido ialuronico (sodio ialuronato allo 0,3%, ad alto peso molecolare), una sostanza naturale presente nell'organismo e in gran parte nella placenta. Queste terapie idratano la mucosa nasale e fluidificano le secrezioni e sembrano ridurre i sintomi, liberando il naso in circa il 55% dei casi. L'acido ialuronico ha un'azione antinfiammatoria e trofica (di “nutrimento”), che rende la mucosa più forte e resistente agli insulti ambientali, con una maggior difesa anche dalle infezioni virali e batteriche.
Con il parto e il ritorno alla normalità dei livelli ormonali, i sintomi in genere regrediscono spontaneamente entro due settimane; talvolta permangono durante l'allattamento e tendono a cronicizzare. La terapia chirurgica Quando la rinite ormonale non scompare dopo il parto e non risponde alla terapia medica, può essere necessaria la terapia chirurgica. Oggi esistono vari interventi mininvasivi e indolori, alcuni eseguibili in anestesia locale, senza tamponi nasali e in day surgery, come ad esempio l’intervento laser di chirurgia dei turbinati. Il principio comune è ridurre in modo definitivo il gonfiore dei turbinati (ipertrofia) agendo sul tessuto vascolare sottomucoso, senza danneggiare la mucosa, che va conservata perché responsabile delle funzioni nasali (riscaldamento, filtrazione e umidificazione dell'aria inspirata). L'intervento più idoneo, secondo l'esperienza dello studio, è lo svuotamento funzionale dei turbinati con laser a diodi, che può risolvere molti problemi oltre all'ipertrofia dei turbinati, dal naso chiuso alla deviazione del setto nasale.
Quando rivolgersi allo specialista Se durante la gravidanza hai il naso chiuso in modo persistente, starnuti frequenti o difficoltà a respirare, una visita otorinolaringoiatrica permette di confermare se si tratta di rinite gravidica, escludere altre cause e indicare i rimedi più sicuri. FAQ - Domande frequenti sulla rinite in gravidanza Il naso chiuso in gravidanza è normale? Sì: la rinite gravidica interessa circa il 60% delle gravidanze. Il naso chiuso è dovuto agli ormoni (estrogeni e progesterone), che aumentano il muco e gonfiano i turbinati. Non è pericolosa, ma può essere fastidiosa. Quando inizia e quanto dura la rinite gravidica? Di solito inizia dal terzo mese. Dopo il parto i sintomi regrediscono in genere entro due settimane; a volte persistono durante l'allattamento e tendono a cronicizzare. Sono normali gli starnuti e il prurito al naso in gravidanza? Sì: tra i sintomi della rinite gravidica ci sono starnuti continui, prurito e dolore nel naso, oltre a naso chiuso, voce nasale e ridotta percezione degli odori. Che rimedi si possono usare senza cortisone o antistaminici? Lavaggi nasali con soluzione fisiologica e docce nasali con acido ialuronico. Cortisone e antistaminici sono infatti controindicati in gravidanza. Quando serve un intervento? Quando la rinite non scompare dopo il parto e non risponde alla terapia medica.
