Far sedere i maschietti per la pipì: abitudini, salute e educazione sanitaria

Come? 1. Il fabbisogno idrico giornaliero è di 50 mL/Kg/die. Tale apporto è da distribuire nell’arco dell’intera giornata, non solo dopo la scuola. 2. Nei casi in cui la minzione avvenga con una frequenza minore di 6 volte al giorno, si ha un ristagno prolungato di urina in vescica e questo favorisce la crescita in alta carica dei batteri normalmente presenti nelle nostre urine. Durante la giornata, quindi, bisognerebbe urinare almeno 6 volte, circa ogni 3 ore. Per insegnare questa abitudine ai bambini propongo loro di fare pipì sempre prima dei pasti. Prima di mangiare dovrebbero già andare in bagno per lavarsi le mani (come dicevano le nostre nonne o come ci ha insegnato il Covid), quindi la sequenza può diventare: “devo mangiare, allora vado in bagno, faccio pipì, lavo le mani e poi mangio”.

i genitori terminano di essere assillanti sul tema della pipì. Frasi incentrate solo sull’argomento pipì come “Ti sei ricordato di fare pipì?” o “Vai a fare la pipì!” vengono sostituite da “È pronto! Ma prima di mangiare è bene far pipì e lavarsi le mani”. È scorretto anche urinare più di 8 volte al dì. Un’elevata frequenza minzionale è indice di vescica piccola, vescica infiammata, iperattività detrusoriale. L’attuale generale vita lavorativa degli adulti e la vita scolastica dei figli fa sì che molto spesso i genitori non abbiano conoscenza di quanto urini un figlio durante la giornata. Uno strumento molto utile è il diario minzionale (da eseguirsi in giornate in cui un genitore o caregiver è insieme al bambino tutto il giorno), che permette di conoscere le abitudini del bambino in termini di minzione e, conseguentemente, capire se un’infezione delle vie urinarie è correlata a scorrette abitudini urologiche.

Per i maschi: postura, preparazione e sorveglianza

4. Per i maschi, dopo i 3 anni di età, è fondamentale retrarre il prepuzio. I più piccoli possono essere aiutati dai genitori, ma dai 5 anni un bambino è certamente capace di retrarre il prepuzio da solo, basta solo spiegarglielo. Alcune famiglie prendono l’abitudine di lavare il bambino dopo ogni minzione. Questo non è corretto, perché si impoverisce il microbiota naturalmente presente sulla cute genitale, che costituisce una barriera di difesa per le infezioni. 5. È importante che un bambino evacui regolarmente (tutti i giorni o al massimo a giorni alterni) con feci morbide. 6. Le misure di “buon comportamento urologico” sono numerose e per fare in modo che un bambino le assimili bene è importante che vengano introdotte gradualmente.

Il Cranberry, detto anche Mirtillo Rosso Americano, è originario del Nord-America. Alla base di tutti gli studi sul Cranberry vi è l’analisi accurata e l’identificazione di tutti gli attivi presenti nel fitocomplesso della pianta, quali flavonoidi, catechine, triterpenoidi, tannini, acido beta-idrossibutirrico, acido citrico, malico, glucuronico, vitamine A e C, sali minerali e proantocianidine (caratteristiche le proantocianidine di tipo A). Gli effetti benefici del Cranberry a livello urinario sono da attribuire principalmente al contenuto di proantocianidine (PACs), polifenoli che chimicamente sono ripetizioni di flavonoidi. Il Cranberry è un frutto unico per l’elevato contenuto di PACs che, raggiunto il tratto urinario, si interpongono tra l’epitelio e il microrganismo (in particolare l’Escherichia Coli, che è l’agente eziologico più spesso responsabile delle Infezioni delle Vie Urinarie), ostacolandone la colonizzazione. Uno studio condotto su 84 bambine ha dimostrato che l’assunzione giornaliera di succo concentrato di Cranberry per 6 mesi può prevenire in modo significativo le infezioni delle vie urinarie nel bambino. L’integrazione di vitamina C, sotto forma di acido ascorbico, comporta l’acidificazione delle urine rendendo l’ambiente inospitale per i batteri.

Distinzione tra seduto e in piedi

Inoltre, il testo discute che “Pipì in piedi o seduti? Gli uomini devono fare la pipì seduti.” Il team dell’urologo Gerald Collins ha analizzato i dati che riguardano le abitudini in bagno di oltre 7.000 uomini provenienti da tredici diversi Paesi. Il 40% di loro fa in genere la pipì da seduto. Quella di fare la pipì in piedi è un’abitudine legata alla comodità, ma anche a una sorta di manifestazione di virilità. La comodità è evidente, specie quando si è all’aria aperta. Molto più facile fare pipì in piedi dietro a un cespuglio, che non mettersi in posizione accosciata. La questione culturale vede il sedersi come una femminilizzazione e una diminuzione di potenza maschile.

Una meta analisi del 2014 ha analizzato la maggior parte degli studi svolti su questo argomento. Se un uomo è giovane e sano non ci sono grandi conseguenze legate al modo di fare pipì. Dopo i cinquant’anni lo svuotamento completo della vescica comincia a diventare più complicato. La metà circa degli uomini può avere problemi al tratto urinario. In questi casi fare la pipì da seduti può essere di aiuto, perché consente di evitare ristagni di urina all’interno della vescica.

Dal punto di vista igienico, sedersi sulla tazza è decisamente il metodo migliore. Uno studio belga pubblicato su Plos One ha evidenziato che sedersi consente una compressione minore dell’uretra e uno svuotamento più completo e semplice. Con l’avanzare dell’età, la posizione seduta dovrebbe essere privilegiata, soprattutto per i problemi di prostata (iperplasia prostatica). Quando si urina in piedi, si avverte la difficoltà di iniziare la minzione, un sintomo tipico associato all’invecchiamento e ai disturbi prostatici.

Aspetti culturali e pratici

Il dibattito non è solo scientifico: esistono segnali culturali, storici e architettonici legati all’uso del bagno. In Germania, ad esempio, la discussione riguarda la preferenza tra seduti e in piedi, spesso con riferimenti a termini come Sitzpinkler e a cartelli che invitano a sedersi nei bagni pubblici. Il tema si estende a diverse nazioni e contesti, dove il sedersi o meno è influenzato da norme sociali, praticità e comfort. Tuttavia, in ambito sanitario, la preferenza per la posizione seduta può favorire uno svuotamento vescicale completo e ridurre la dispersione di schizzi, con benefici di igiene domestica.

La comprensione dell’anatomia e della fisiologia aiuta: il pene è l’ultimo tratto delle vie urinarie, è un organo molle e orientabile, e la posizione eretta facilita i movimenti degli arti superiori per spostare e manipolare oggetti. Non è una questione di valore assoluto; si tratta di scelta personale che può variare con l’età, la salute e le condizioni ambientali. In sintesi, sedersi per urinare può offrire vantaggi funzionali e igienici, soprattutto con l’avanzare dell’età o in presenza di iperplasia prostatica, senza negare che in alcune situazioni la pratica in piedi possa essere preferibile per motivi pratici o di confort.

grafico confronto seduti vs in piedi urinazione

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