Washington, 9 marzo - Già a giugno lo studio del Dna nel sangue della madre potrebbe sostituire definitivamente l’amniocentesi, esame che prevede l’analisi sulle cellule del feto contenute nel liquido amniotico. Questa nuova e importante applicazione potrebbe attuarsi prima negli Stati Uniti e dopo circa un anno in Europa. Secondo il Washington Post, infatti, tra le 4-5 imprese candidate a commercializzare la prova sanguigna sostitutiva dell’amniocentesi, la più vicina al traguardo sembra essere una piccola azienda biotecnologica di San Diego (California).
Anche in Spagna si lavora a procedimenti analoghi. L’Instituto de Genetica Medica y Molecular de La Paz (Madrid) sta per acquisire un ‘megasequenziatore’ che permetterà di trattare il Dna fetale ottenuto dal sangue della madre, ciò che consente di evitare le tecniche invasive come l’amniocentesi e le biopsie coriali (per reperire cellule della placenta da analizzare).
L’amniocentesi ha lo scopo principale di rilevare eventuali anomalie genetiche nel nascituro e, tra queste, la più frequente è la trisomia del cromosoma 21, causa della sindrome di Down, ma ce ne sono altre anche più invalidanti. Il suo principale vantaggio è che si tratta di un esame non invasivo, che quindi non comporta pericoli per la mamma e il bambino e al momento il test del DNA fetale rappresenta l’esame di screening più accurato quando confrontato con altre metodiche quali il test combinato (bitest) o il tri test.
Come funziona? Le cellule della placenta (trofoblasto) liberano nel sangue della madre il DNA fetale che rappresenta circa il 10% del DNA circolante dalla madre. Il DNA fetale è caratterizzato da delle dimensioni più piccole (<150bp) rispetto a quello materno e grazie a queste caratteristiche può essere isolato ed analizzato. In presenza di un cromosoma in più (trisomia) come capita nella Sindrome di Down o trisomia 21 la frazione di DNA fetale subisce un incremento di circa il 5% come conseguenza della presenza del cromosoma in sovrannumero. L’ obiettivo del NIPT è appunto quello di identificare queste variazioni nelle concentrazioni del DNA fetale circolante nel sangue materno conseguenti ad anomalie dei cromosomi del feto.
Esistono varie metodiche di analisi delle molecole di DNA fetali recuperate. Nel test che eseguirà le molecole saranno convertite in un modello di sequenziamento mediante l’utilizzo di una piattaforma per il Sequenziamento di Nuova Generazione (NGS). Sostituisce la diagnostica prenatale invasiva e non invasiva?
NIPT non può considerarsi sostitutivo di indagini invasive come villocentesi e amniocentesi, perché questi esami danno risposte più esaustive su un numero maggiore di condizioni. Il NIPT però ha il vantaggio di non avere rischi e come conseguenza in tutti paesi del mondo inclusa l’Italia il numero di gestanti si sottopongono ad amniocentesi o villocentesi si è fortemente ridotta. In ogni caso prima di eseguire il test avrà un colloquio (consulenza pretest) che le spiegherà i limiti e vantaggi del NIPT in modo che possa eseguire una scelta informata su cosa fare: nessun test, NIPT, altri test quali il test combinato o bitest o programmare una procedura invasiva (amniocentesi o villocentesi).
Att endibilità e limiti Quanto è attendibile il NIPT per lo screening di anomalie cromosomiche? Nel caso della sindrome di Down, l’ anomalia cromosomica più frequente, l’attendibilità è molto alta superiore al 99%, con falsi positivi molto rari. Per le trisomie 13 (sindrome di Patau) e 18 (sindrome di Edwards) l’ accuratezza è lievemente inferiore ma sempre nell’ ordine del 98-99%. E’ inoltre possibile sapere il sesso del feto in modo estremamente accurato. Si può infine estendere l’ esame anche a tutti cromosomi o piccole modifiche della struttura dei cromosomi (microdelezioni).
Per quanto siano disponibile già dei dati in letteratura promettenti la rarità di queste malattie non permette ancora di valutare in modo definitivo l’ accuratezza del test. In caso di esito positivo il risultato va confermato con un test invasivo (amniocentesi preferibilmente) proprio per la presenza di possibili anche se molto rari falsi positivi.
Quando va fatto? Dopo la 10 settimana di gravidanza preferibilmente tra 11 e 14 settimane epoca gestazionale. In epoche di gestazione più precoci la quantità di DNA fetale è più bassa e può non essere sufficiente per l’analisi.
Come si svolgerà l’esame? Questa ecografia è finalizzata ad evidenziare eventuali riscontri anomali nel feto (esempio la misura della translucenza nucale aumentata, ovvero una maggiore quantità di liquido dietro il collo del feto) che possono consigliare l’esecuzione di una altra procedura diagnostica (amniocentesi o villocentesi). Se quindi deciderò di sottopormi al NIPT eseguirò un prelievo di sangue di 10 cc dal mio braccio che verranno messi in provette speciali per l’ analisi del DNA fetale.
Esistono delle tipologie diverse del test? Avrò la possibilità di scegliere 2 tipi di test Base: che include la ricerche delle trisomie dei cromosomi 21 13 e 18 (le malattie cromosomiche più frequenti) e sapere se il feto è maschio e femmine. Su mia richiesta il sesso del feto potrà rimanere segreto eKaryo: che include oltre a quello contenuto nel test base anche lo studio di tutti i 23 cromosomi e l’ analisi di un pannello di microdelezioni di dimensioni >10Mb (Sindrome di DiGeorge, Cri-Du-Chat, Prader-Willi /Angelman e delezione 1p36).
Dove sarà analizzato il NIPT e chi lo analizzerà? Grazie ad una convenzione tra l’Ospedale Cristo Re e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù i prelievi saranno direttamente analizzati a Roma presso il laboratorio di Genetica dell’Ospedale Bambino Gesù. Ciò comporta dei vantaggi sia nei tempi di risposta non dovendo essere i campioni spediti all’estero come accade per altri test che vengono proposti commercialmente, che nella indiscussa qualità e competenza della struttura che li analizza.
Quanto ci vuole per la risposta? Mediamente sono necessari 7 giorni. In alcuni casi la risposta può richiedere qualche giorno in più, In circa il 2% dei prelievi la quantità di DNA fetale libero circolante può essere troppo bassa per essere analizzata. In questi casi verrà proposto di ripetere il prelievo gratuitamente in una epoca di gestazione più avanzata o verrà proposta una metodica alternativa. Infatti si è visto che la scarsa quantità di DNA fetale è più frequente nei feti con anomalie dei cromosomi per cui anche in base ai risultati dell’ ecografia può essere presa in considerazione l’amniocentesi. Discuterà di tutte queste opzioni nella consulenza post-test.
Ho una gravidanza gemellare: posso eseguire il NIPT? Il NIPT può essere eseguito nelle gravidanze multiple fino a 2 gemelli. I dati della letteratura dimostrano una attendibilità simile a quella della gravidanza singola. Nel caso di un risultato anormale in gravidanza bicoriali non è possibile però distinguere quale gemello è affetto per cui la diagnostica invasiva andrà eseguita su entrambi i feti. Vi è inoltre una % maggiori di casi in cui la frazione di DNA fetale è più basso e quindi non sarà possibile eseguire l’esame.
Ho una gravidanza da fecondazione assistita. Posso eseguire il NIPT? Il NIPT può essere eseguito con una adeguatezza uguale a quello delle gravidanze concepite naturalmente. Questo si applica anche nelle gravidanze ottenute da ovodonazioe o donazione eterologa del seme.
Quanto costa? Grazie alla convenzione tra gli Ospedali Cristo Re e Bambino Gesù è stato possibile un importante contenimento dei prezzi dispensando in regime gratuito la consulenza pre e post test e l’ecografia. A mio carico saranno soli i costi di laboratorio del prelievo ovvero NIPT base 400 Euro NIPT ekaryo 750 Euro E’ previsto che i prezzi di laboratorio per l’esecuzione del NIPT scenderanno per cui ci auguriamo di poter ulteriormente contenere questi costi.

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