Comprendere la blastocisti e i rischi associati all’impianto durante la PMA

Nel contesto della procreazione medicalmente assistita (PMA), lo sviluppo embrionale rappresenta uno degli aspetti più importanti per determinare il successo di un trattamento. Il Prof. In un ciclo di fecondazione assistita, gli ovociti prelevati mediante pick-up vengono sottoposti ad inseminazione in vitro (mediante FIVET o ICSI/PICSI). Giorno 1: fecondazioneTrascorse circa 20 ore dalla inseminazione, si verifica che ogni singolo ovocita sia correttamente fertilizzato. Giorno 2-3: divisione cellulare (segmentazione o clivaggio)Lo zigote va incontro, nei giorni seguenti, a divisioni cellulari. Dopo la fecondazione dell’ovocita da parte dello spermatozoo si forma lo zigote, la prima cellula del nuovo organismo. Durante queste fasi le cellule embrionali iniziano progressivamente a differenziarsi.

Nei laboratori di embriologia gli embrioni vengono coltivati in incubatori che controllano con precisione temperatura, umidità, concentrazione di ossigeno e livelli di anidride carbonica. Questa organizzazione cellulare permette alla blastocisti di prepararsi al processo di impianto nell’endometrio. Per valutare la qualità delle blastocisti gli embriologi utilizzano sistemi di classificazione specifici. Preface: pregressi fallimenti di fecondazione in vitro: in pazienti che hanno già affrontato delle PMA infruttuose, vanno analizzati tutta una serie di dati, tra i quali scratching e analisi dei linfociti natural killer ed evoluzione della coltura cellulare. Non è infrequente nella nostra esperienza che blastocisti di ottima qualità biologica (grado 1) non abbiano dato gravidanza e invece, nel tentativo successivo, un embrione in 3°/4° giornata si sia impiantato con successo.

La coltura a blastocisti è anche un metodo per selezionare naturalmente gli embrioni. Quando si ottengono 3 o più blastocisti e quindi una o al massimo 2 vengono trasferite e quelle soprannumerarie vengono crioconservate mediante vitrificazione. La decisione di non trasferire più di 2 blastocisti risiede nell’intento di evitare gravidanze plurime: poiché le blastocisti hanno una elevata capacità di attecchimento, trasferendone più di 2 in utero esiste una probabilità di ottenere gravidanze gemellari o trigemine, con una gravidanza maggiormente a rischio. La vitrificazione è un processo di congelamento ultrarapido che impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno delle cellule embrionali. Studi scientifici pubblicati su riviste come Human Reproduction e Fertility and Sterility suggeriscono che le blastocisti di buona qualità possono avere percentuali di impianto comprese tra il 40% e il 60% nelle donne sotto i 35 anni. La blastocisti è uno stadio avanzato dello sviluppo embrionale che si raggiunge in genere circa 5 giorni dopo la fecondazione. Dipende dal caso clinico. No. Una parte degli embrioni può arrestarsi prima del giorno 5. 6) Cos’è il grading delle blastocisti (es. Il grading (spesso sistema Gardner) combina un numero (grado di espansione) e due lettere (qualità della massa cellulare interna e del trofoectoderma). No. Il grading aiuta a stimare il potenziale di impianto, ma non è una garanzia. Le percentuali variano molto in base a età, qualità embrionale e centro.

Sì. No. “Mamma mi bruciano gli occhi!” oppure “Mamma mi fa male l’occhio”, accompagnati dal classico prurito, lacrimazione e irrefrenabile istinto di toccarsi gli occhi con le mani - rigorosamente sporche dopo aver giocato al parco o in giardino. I sintomi sono svariati e possono andare dai classici occhi rossi, al gonfiore, prurito, bruciore, fino alla presenza di secrezioni liquide e biancastre oppure più dense e giallognole. Le cause legate all’arrossamento possono essere numerose e molto diverse, come virus e batteri, ma anche agenti inquinanti o punture di insetto. La congiuntivite nei neonati e, più in generale, nei bambini, è una delle cause più comuni di arrossamento agli occhi. Può essere di natura virale o batterica (congiuntivite infettiva) o allergica. In quest’ultimo caso può presentarsi ciclicamente in determinate stagioni, a seconda dell’allergene scatenante.

Dal punto di vista medico, la congiuntivite è un’infiammazione della membrana che riveste l’interno della palpebra (detta congiuntiva) e della parte bianca dell’occhio (la sclera). La blefarite è un’infiammazione del bordo ciliare delle palpebre, con sintomi molto simili a quelli della classica congiuntivite virale o allergica, che si manifestano soprattutto la mattina. Se notate un arrossamento della pelle intorno all’occhio dei vostri bambini, potrebbe trattarsi anche di dermatite atopica (eczema) palpebrale, una malattia della cute che generalmente si manifesta prima dei 5 anni di età. In questo caso la pelle risulta arrossata, costantemente secca, con croste e prurito intenso. Occhi gonfi e rossi, accompagnati da un’eccessiva lacrimazione, prurito e starnuti ogni volta che i bambini escono a giocare in giardino o al parco: sembra un chiaro segnale delle tipiche allergie primaverili. Già una decina di anni fa la SIPPS segnalava il costante aumento del fenomeno, soprattutto nei più piccoli: le allergie colpiscono circa il 20% dei bambini e sono causate principalmente dall’inquinamento ambientale, dagli stili di vita oltre che da una predisposizione genetica. Altre cause di arrossamento agli occhi possono essere riconducibili alla formazione di un orzaiolo, ossia un accumulo di sebo nello spessore della palpebra, che gonfiandosi forma una “pallina” fastidiosa e dolorosa.

La prima cosa da fare in caso di occhi rossi è evitare che il bambino si gratti l’occhio (specialmente con le manine sporche!). Vi abbiamo già raccontato di quando iniziano a vedere i bambini e di come gli occhi dei neonati siano un organo sensibile e in costante sviluppo nei primi mesi di vita. Si tratta della prima “finestra sul mondo”, perciò è importante prendersene cura quotidianamente. Bastano 2 minuti per rimuovere piccole incrostazioni con una garza sterile e acqua tiepida (sarebbe meglio bollirla prima dell’uso) oppure con pratiche salviette monouso per la pulizia delle palpebre e delle ciglia. Questo articolo non sostituisce il parere del pediatra.

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