Translucenza nucale e Harmony Test: strumenti di screening prenatale tra valutazione ecografica e DNA fetale

La sindrome di Down è una anomalia cromosomica dovuta alla presenza di un cromosoma 21 in più di origine materna. E’ causa di ritardo mentale e può essere associata ad altre problematiche o malformazioni. La probabilità di avere un figlio affetto da questa malattia aumenta con l’avanzare dell’età della madre. Il test combinato è uno dei metodi (un test di screening) per il ricalcolo del rischio personalizzato della trisomia 21 e della trisomia 18 e 13. Viene effettuato un prelievo di sangue materno per il dosaggio di due proteine prodotte dalla placenta (PAPP-A e free-beta hCG) che nei feti affetti dalle suddette anomalie cromosomiche hanno valori diversi da quelli riscontati nei feti con corredo cromosomico normale. Viene effettuata una specifica ecografia tra la 12° e la 13° settimana per la determinazione della translucenza nucale.

Cos’è la translucenza nucale e perché è importante

La translucenza nucale è dovuta ad un piccolo accumulo di fluido localizzato nella nuca del feto, tra la cute e tessuti sottostanti. Il test Combinato è un esame di tipo probabilistico e non permette di riconoscere od escludere con certezza l’anomalia cromosomica indagata. E’ razionale proporre la diagnosi prenatale invasiva alle donne con feti con NT aumentata e se la NT è superiore a 3,5 mm nel caso in cui il cariotipo standard sia normale è d’obbligo approfondire con l’array CGH per la diagnosi delle sindromi da microdelezione.

translucenza nucale e misurazione ecografica

Il test combinato: come funziona e cosa valutare

La Fetal Medicine Foundation utilizza un’altra stratificazione del rischio identificando un rischio elevato se superiore a 1: 100 mentre un rischio intermedio tra 100 e 1000. Un test di screening fornisce una stima della probabilità che sia presente una determinata patologia, identificando un gruppo di soggetti a maggior rischio, ai quali riservare ulteriori approfondimenti diagnostici. L’unico modo per avere una diagnosi certa di anomalie dell’assetto cromosomico del feto consiste nel sottoporsi ad un esame invasivo di diagnosi prenatale, come la villocentesi o la amniocentesi. Tuttavia, questi esami possono associarsi, in circa lo 0.2% dei casi, alla perdita della gravidanza.

La scansione ecografica ostetrica permette di valutare l’anatomia fetale ed escludere o diagnosticare malformazioni gravi degli organi fetali, alcune visibili già a partire dal primo trimestre. Il test combinato è un esame di screening fortemente raccomandato a tutte le donne in gravidanza, sia singola che gemellare, per valutare la probabilità che il feto possa essere affetto da un’anomalia cromosomica tra quelle note e più frequenti. Il test combinato comprende un’ecografia ed un prelievo ematico materno. I dati vengono poi combinati per produrre un unico risultato, espresso come probabilità per lo sviluppo delle patologie indagate. Il test combinato deve essere eseguito tra le 11 e le 13 settimane di gestazione, quando la lunghezza del feto (CRL) è compresa tra 45 e 84 mm. L’ecografia eseguita nell’ambito del test combina­to prevede la misurazione di vari parametri, tra cui la translucenza nucale, ovvero uno spazio liquido che è possibile visualizzare in tutte le gravidanze a livello del collo fetale. Nella maggior parte dei casi con anomalie cromosomiche fetali, questo spazio risulta aumentato di spessore, mentre nella maggior parte dei feti non affetti la misurazione rientra negli intervalli di riferimento.

ecografia 11-13 settimane e misurazione CRL

Contestualmente all’ecografia o alcuni giorni prima, viene eseguito un prelievo di sangue materno per il dosaggio di due ormoni prodotti dalla placenta, ovvero la beta-hCG e la PAPP-A, che risultano alterati in una buona percentuale di gravidanze con anomalie dei cromosomi fetali o più predisposte allo sviluppo di disturbi ipertensivi materni. I parametri ecografici e biochimici, oltre a quelli relativi alla storia clinica materna, vengono inseriti in un software validato a livello internazionale ed utilizzabile solo da operatori ecografici certificati. Il software calcola la probabilità che il feto sia affetto da Trisomia 21 (Sindrome di Down), Trisomia 18 (Sindrome di Edwards) e Trisomia 13 (Sindrome di Patau).

analisi biochimica PAPP-A e free beta hCG

Quando ricorrere al DNA fetale e quali sono i limiti

Nei casi ad alto rischio per Trisomia 21, 18 o 13, viene generalmente consigliata l’esecuzione di un esame diagnostico invasivo (villocentesi o amniocentesi), se la gestante desidera avere il massimo delle informazioni sulla salute del feto. Nei casi a rischio molto basso, non vengono ritenuti necessari ulteriori approfondimenti. Nelle gravidanze che rientrano in una fascia di rischio cosiddetto intermedio, è utile ricorrere al test del DNA fetale (anche conosciuto come NIPT) come screening di seconda linea.

DNA fetale NIPT e spiegazione concettuale

Harmony Prenatal Test: caratteristiche principali

Harmony Prenatal Test è un test non invasivo che permette di rilevare in modo accurato le più comuni trisomie fetali, la trisomia 21 o sindrome di Down, trisomia 18 o sindrome di Edwards, trisomia 13 o sindrome di Patau, aneuploidie dei cromosomi X e Y e sesso fetale a partire dalla 10ª settimana di gravidanza fino al termine. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato la presenza di DNA fetale nel sangue materno durante l’intera gravidanza. Il DNA fetale non deriva direttamente dal feto ma dalla placenta che si suppone abbia un corredo cromosomico sovrapponibile a quello fetale. Il test ha una attendibilità diagnostica superiore al 99,7% per la trisomia 21 con una percentuale di falsi positivi inferiore dello 0,04%.

Harmony Prenatal Test flusso e tempistiche

La frazione fetale e MOSIACI sono limiti noti: aree mosaiciche della placenta possono generare falsi positivi o negativi. Inoltre, la frazione fetale bassa può compromettere la sensibilità. Presso lo studio medico viene effettuato un colloquio prima del test e viene effettuata a 12 settimane una ecografia morfologica precoce con uno studio dettagliato dell’anatomia fetale che comunque va integrata al test e lo rende più completo. La FMF consiglia sempre di eseguire il test successivamente al test combinato in quanto il dosaggio delle proteine placentari è fondamentale per lo screening precoce della preeclampsia.

colloquio pre-test e ecografia morfologica precoce

Harmony Prenatal Test è valido anche in gravidanze singole o gemellari (fino a due embrioni), inclusi casi di inseminazione eterologa e ovodonazione. Negli ultimi anni sono stati introdotti test non invasivi su sangue materno che offrono uno screening delle patologie cromosomiche comuni senza le complicazioni degli esami invasivi. Il test combinato rappresenta lo standard di screening nel primo trimestre, mentre Harmony è spesso proposto come alternativa non invasiva in contesti specifici.

colloquio pre-test e ecografia morfologica precoce

Efficacia, rischi e percorsi diagnostici

Il test combinato permette di identificare almeno il 90% dei feti affetti da trisomia 21, 18 o 13. La percentuale di falsi positivi è di circa il 5%. Il test del DNA fetale (NIPT) identifica circa il 99% dei feti affetti da Trisomia 21 e circa il 95% di quelli con Trisomia 18 e 13. La diagnosi definitiva richiede l’esame invasivo (villocentesi o amniocentesi) per confermare o escludere le anomalie cromosomiche. Nei casi dubbi o positivi, l’amniocentesi o la villocentesi sono opzioni informative ma con rischio di perdita fetale stimato intorno all’1% a seconda della procedura.

gravidanze singole e gemellari e tobacco

Prospettive e consigli pratici

La scelta tra screening non invasivo e diagnostica invasiva dipende dal profilo di rischio, dalle preferenze della coppia e dalla necessità di informazione. Il percorso di diagnosi prenatale oggi integra ecografia avanzata, test di screening non invasivi e strumenti diagnostici invasivi laddove desiderato o indicato. L’uso combinato di ecografia accurata e dosaggi biochimici consente una valutazione precoce e mirata della salute fetale, facilitando decisioni consapevoli durante la gravidanza.

grafico comparativo sensibilità falsi positivi

Harmony Prenatal Test può essere offerto anche per gravidanze conseguite con tecniche di procreazione assistita, sempre all’interno di un percorso informativo e di counseling prenatale. In generale, lo screening prenatale non invasivo non sostituisce la consulenza genetica e la valutazione ecografica dettagliata, ma rappresenta uno strumento prezioso per orientare le scelte diagnostiche e terapeutiche nel rispetto della salute materna e fetale.

schema decisionale tra screening e diagnostica

Note finali sul contesto normativo e sull’immagine clinica

Il test combinato resta un riferimento standard nel primo trimestre, mentre Harmony e altri test non invasivi si inseriscono come opzione complementare o alternativa in contesti specifici. Le indicazioni cliniche, i tempi di esecuzione e la gestione dei risultati vanno sempre allineati con le linee guida internazionali e le evidenze scientifiche disponibili, adattandoli al caso singolo della gestante.

Harmony Test - intervista Dr.ssa Marianna Andreani

consulenza genetica e screening

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