Più si va avanti con l’età, infatti - ci spiega Alberto Vaiarelli, ginecologo e coordinatore ricerca area medica del centro GeneraLife Roma - e più abbiamo un depauperamento, una diminuzione qualitativa e quantitativa di ovociti. Se dovessimo identificare un limite di età sarebbe 44-45anni. Consideriamo anche che elevati valori di FSH, come anche l’età superiore a 45 anni, non ci danno la possibilità di prescrivere le gonotropine, che in Italia vengono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale. Quindi, nella fecondazione omologa il limite sicuramente è 44 anni, poiché le fecondazioni in vitro non riesce a migliorare la qualità dei nostri gameti.
Nella fecondazione eterologa, invece, il limite secondo la norma di legge è di 50 anni. Dobbiamo tener presente che, anche se è stato fissato un limite così ampio, il buon senso sta nel considerare sempre che le gravidanze dopo i 45 anni, anche con ovodonazione, comportano dei rischi molto elevati. Le coppie che si rivolgono al Centro Clinico San Carlo di Torino per avviare il percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione sono coppie infertili maggiorenni, eterosessuali, coniugate o stabilmente conviventi, in ottemperanza alle normative vigenti.
scratching dell’endometrio con ricerca di linfociti natural killer: in alcuni casi, il mancato attecchimento embrionario può essere spiegato con la presenza di linfociti natural killer a livello endometriale e si rende dunque necessaria la messa a punto di un progetto terapeutico specifico per neutralizzare i linfociti NK. ovociti provenienti da una banca di gameti: la carenza attuale di donatrici in Italia obbliga nella maggior parte dei casi a ricorrere a banche di gameti estere, a cui si rivolgono donne fertili molto giovani che effettuano una donazione spontanea ed anonima dei propri ovociti.
tampone vaginale completo con ricerca di Neisseria Gonorreae, Micoplasma H., Ureaplasma U., Chlamidya T. spermiocoltura completa con ricerca di Neisseria Gonorreae, Micoplasma H., Ureaplasma U., Chlamidya T. Attorno al 10° giorno di preparazione dell’endometrio, la donna viene sottoposta ad una ecografia transvaginale 2-3D di monitoraggio dell’endometrio. G.R. n° 12-311 del 15/09/2014 “Recepimento dell’accordo interregionale approvato in data 4 settembre 2014 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome - Atto Rep.
Età massima e requisiti: come accedere all’eterologa in Italia
Spesso ci viene chiesto, parlando di fecondazione eterologa qual è l’eta massima per eseguirla. Possono accedere alle tecniche di fecondazione eterologa le coppie che presentano fattori irreversibili di infertilità purchè l’età della donna non superi i 50 anni. La ricerca di un figlio rispetto al passato avviene più avanti negli anni perché spesso ci sono delle difficoltà oggettive ad avviare una carriera lavorativa e quindi a sostenere economicamente una famiglia con le spese di una casa. I Centri di PMA devono essere certificati ed autorizzati per l’importazione/esportazione di gameti ed embrioni dalle banche estere certificate. La legge 40/2004, all’articolo 4 comma 3, vietava l’applicazione di tecniche di fecondazione eterologa, quindi, con gameti di terzo donatore.
Quando si vive il dramma di non riuscire a concepire un figlio, la coppia subisce un lutto interiore. Accumulare conferme diagnostiche d’infertilità, crea uno scompenso emotivo. Il sospetto diventa certezza ed è fondamentale avere uno spazio di accoglimento e contenimento psicologico non solo a livello di coppia ma anche individuale. Il legislatore ha deciso di non fissare un limite di età universalmente valido. E, a rendere ancora più confuso il quadro, sono le modifiche ed i rimaneggiamenti compiuti sulla Legge 40. Stando alle statistiche, in Italia, in media, per le coppie con diagnosi di infertilità, il primo accesso ad una qualsiasi delle metodiche di PMA avviene a 36,7 anni.
Impostazioni regionali e contesto italiano
Da anni sentiamo ripetersi che l’età massima per avere accesso alla procreazione medicalmente assistita è 45 anni. Molte coppie, oggi, cominciano sempre più tardi a cercare una gravidanza. In realtà, la legge 40 che disciplina la fecondazione assistita non fissa un limite d’età esplicito. Il decorso del tempo comporta una riduzione sia della qualità sia della quantità degli spermatozoi. ETÀ MASSIMA PER LA PMA: in Umbria le donne possono accedere fino ai 42 anni, in Veneto varie condizioni regionali. Alcune regioni hanno 43, altre 46 per l’accesso e sei cicli. Il Veneto, con deliberazione n. 904 del 28 giugno 2019, rappresenta un caso di riferimento per limiti elevati. In Campania, dal 2019, le coppie possono rivolgersi al Servizio pubblico fino al 46° anno e sei cicli. Dal 2017 le procedure PMA sono inserite nei Lea. Tuttavia, mancate tariffe e disuguaglianze regionali hanno ostacoli ancora presenti.
INSEMINAZIONE ARTIFICIALE. Per quanto riguarda i centri privati, ciascuna equipe specializzata non può che valutare la situazione individuale della coppia. E fine anche delle diversità nei criteri di accesso, ovvero all’età di sbarramento per le donne: si passa ad oggi da 42 anni dell’Umbria ai 50 della Regione Veneto, a Regioni che hanno limiti differenziati per omologa ed eterologa. Secondo l’ISS, in Italia il tasso di fertilità è tra i più bassi d’Europa.
Età massima massima e scenari pratici in Spagna e Italia
Indice dei contenuti e tendenze recenti dimostrano che in Spagna l’età massima per la PMA è spesso fissata a 50 anni nelle cliniche private, ma con valutazioni mediche individuali. In Vida Fertility Italia si discute che la donazione di ovuli permette trattamenti per donne fino a 50 anni, poiché gli ovuli donati provengono da giovani sane, aumentando le possibilità di successo. L’ovodonazione consente di mantenere un’alta probabilità di successo anche in età avanzata, poiché gli ovociti donati provengono da donne giovani e sane, garantendo qualità e sicurezza.
Considerazioni finali e pratiche
La fecondazione eterologa offre le massime garanzie di salute perché la componente genetica viene studiata in modo approfondito. In caso di età avanzata al di là dei limiti legali, la scelta di donare ovuli o seme può offrire strade praticabili per concepire in modo sicuro, tenendo conto dei rischi e delle condizioni di salute della donna e del bambino. Per chi cerca informazioni pratiche, è essenziale affidarsi a centri certificati, con monitoraggio medico e sostegno psicologico, per valutare casi specifici e possibili opzioni di trattamento.
