Gianna Nannini concepimento: tra maternità tardiva, etica e curiosità mediatiche

Parto cesareo forse per fine novembre. MILANO - Se fosse vero, e il condizionale è d'obbligo, sarebbe la cosa più naturale, più in linea con il personaggio, più in armonia con la rocker che si è battuta contro ogni conformismo schierandosi sempre e comunque dalla parte delle donne. Persone molto vicine a Gianna Nannini danno per certo il sesso del nascituro: sarà una femmina. Alla mamma piacerebbe che nascesse lo stesso giorno del compleanno di sua madre, Giovanna Cellesi, alla fine di novembre. E pare che per questo sia stato già fissato il cesareo, a Londra, dove ora vive l'artista, che sta registrando il nuovo cd di inediti in uscita nel 2011. Si dice pure che «la Gianna» abbia scelto il nome della bambina, o comunque avrebbe espresso una netta preferenza per Penelope. E' vero o verosimile? Alcune tra le amicizie più strette dell'artista sono pronte a giurarlo. L'ufficio stampa della cantante senese, però, «non conferma né smentisce», che poi è la linea adottata da quando la notizia della maternità, pubblicata dal settimanale Chi poco più di una settimana fa, ha deflagrato sulle colonne di cronaca e costume di tutti i giornali aprendo un delicato dibattito etico: è giusto o no mettere al mondo un figlio a 54 anni?

Concezione, età e scenari di maternità

Sull'intera faccenda - privatissima se la primipara non fosse così nota, così eccessiva, così viscerale da smuovere la pancia di chi vede in lei, in positivo o in negativo, l'emblema di ogni libertà possibile (sessuale e morale) - vige il più stretto riserbo. Ma ormai si sono scatenate tutte le supposizioni plausibili. Si parla, per esempio, di concepimento grazie alla fecondazione artificiale con ovodonazione. Sul settimanale «Oggi» in edicola la sessuologa Alessandra Graziottin chiarisce senza mezzi termini che «solo due donne su un milione avranno un figlio dopo i cinquant'anni» e spiega i rischi di una scelta fatta in zona ultra Cesarini. Il settimanale diretto da Umberto Brindani pubblica anche le immagini di un «misterioso amico» (VAI A www.oggi.it), con il quale cammina abbracciata la cantante rock tra le vie di Chelsea. Si chiama Marc, ha 30, è un designer londinese. «Ecco l'uomo segreto di Gianna», titola la rivista. E si interroga: «È lui il padre del bambino di Gianna?».

Che sia lui o un altro, in fondo cambia poco, per noi. Gianna Nannini, le foto

Fiocco rosa per Gianna Nannini. Venerdì 26 ottobre, in mattinata, alla Clinica Mangiagalli di Milano, è nata Penelope. A rivelare la notizia il sito di Tv Sorrisi e Canzoni e quello di Panorama. La notizia della gravidanza, data a fine agosto dal settimanale Chi, aveva provocato un dibattito sull'opportunità di diventare madre a 54 anni. La cantante senese aveva così risposto alle critiche: "All'improvviso tutti si sono dimenticati della libertà e del diritto che ha ciascuno di noi di fare quello che vuole, quando e con chi vuole".

Con una lettera alla figlia pubblicata su Vanity Fair dieci giorni fa, Gianna Nannini, aveva rotto il silenzio sulla sua gravidanza, che aveva suscitato molte critiche. "Ti chiamerò Penelope - si legge nella lettera - perché mi hai aspettato tanto prima di nascere. Hai aspettato che fossi pronta. Per tre volte non lo sono stata, ma oggi lo sono. Tu, il più grande amore della mia vita, arrivi dopo il dolore profondo e lo shock. Ma ci ho creduto pienamente, e ho sentito la forza per riuscirci, e ti ho desiderata così tanto che oggi, mentre ti scrivo, ti ho dentro di me. Dio è donna."

Penelope: dall'infanzia al sentimento pubblico

Settant'anni, madre di una ragazza di quattordici, la cantante ha raccontato di aver sempre sentito forte il desiderio di maternità, ma ha ancora addosso le critiche di chi l'ha messa sulla gogna per la scelta di avere Penelope. E sul rapporto della figlia con il padre dice: «Ha vissuto con normalità il fatto che un papà le ha dato la vita ma non è presente»

Penelope è arrivata tardi, quando la cantante aveva 56 anni. Una cosa che all'epoca fece scalpore e che all'artista è rimasta addosso come una cicatrice, di quelle che non scompaiono. «La violenza verbale e scritta che ho subito quando sono rimasta incinta è superiore a qualsiasi molestia. Trovavo i fotografi nelle valigie, spuntavano come funghi. Sono cintura nera di karate e, tra l’altro, quando sei incinta diventi molto potente. La mia guardia del corpo difendeva i fotografi da me», ha confidato Nannini.

«Rispetto l’opinione degli altri: se tu non sei d’accordo che io possa avere una gravidanza a una certa età, lo rispetto. Ma chi sei tu per dire a me quello che devo fare? Il mio pensiero libero è rispettare l’altro».

Da Londra a Siena: l'influsso della maternità sull'opera

Per l'artista senese il desiderio di maternità è sempre stato forte. «Mi sono detta: “Faccio l’ultimo tentativo. E lì è nata Penelope"», ha proseguito nell'intervista. «Sai, mi sembrava che la mia funzione non fosse completa. Fare un figlio era dare la vita, credere nella vita che ho fatto. E Penelope ha una grande voglia di vivere, è una persona gioiosa, con molto senso dell’humor».

Madre e figlia vivono in Italia da cinque anni, dopo aver lasciato Londra per Milano. «È nata in un ambiente in cui non c’era discriminazione, mamme single, donne, uomini… Ha vissuto con normalità il fatto che un papà le ha dato la vita ma non è presente, non è un papà. C’erano delle sue amiche un po’ antipatiche: “Ma tu come fai senza un papà?”. E lei: “Mah, non l’ho mai visto, non ci ho mai vissuto”».

La musica come lascito: dedica alla figlia

Penelope e Gianna Nannini: la canzone per la figlia. L'album Io e Te (2011) contiene brani dedicati proprio a Penelope, tra cui Ogni Tanto e Ti voglio tanto bene. «Amor che nulla hai dato al mondo quando l’estate arriverà, sarà il dolore di un crescendo, sarà come riaverti dentro», recita una parte del testo, riferendosi al periodo della gravidanza. Il secondo estratto, Ti voglio tanto bene, è una vera dichiarazione d’amore e una promessa di accompagnare la figlia nella crescita, pur sapendo che molte esperienze della vita saranno perse.

Confronti pubblici e discussioni sociali

Il discorso pubblico su età, maternità e famiglia è stato al centro di dibattiti in vari contesti: da Vanity Fair a Avvenire, passando per le opinioni di esperti e commentatori. Alcuni hanno criticato l’immagine di maternità come potere assoluto, altri hanno elogiato la libertà di una donna di scegliere secondo i propri tempi. In questo contesto, la figura di Gianna Nannini si propone come caso emblematico di autonomia personale e di polemica culturale su ruoli e norme familiari.

Riflessioni sull'identità di genere e sul corpo

Nel film e nelle interviste, la Nannini ha spesso detto la sua su temi legati al genere: «Sono nata senza genere perché io li vedo che cambiano questi maschi. E ci vuole il rispetto per questo percorso»; «Io sono un essere umano e non ho bisogno di quel conflitto tra generi, di etichette. Quelle creano la discriminazione, aprono ai conflitti, alla guerra cui mi oppongo ovunque e da sempre.»

Impatto culturale e percezione pubblica

La sua storia di maternità tardiva, associata a una figura pubblica molto nota, ha alimentato discussioni su diritti, etica medica e responsabilità della stampa. Alcuni commentatori hanno sottolineato come la notorietà possa intensificare la pressione sociale e le-luite intorno a scelte private, specie quando riguardano età e modalità di concepimento.

Riferimenti recenti e contesto attuale

Mantengo fede all'impegno preso con me stesso e non cito mai i 70 anni anagrafici che arrivano a giugno. Con la fatica come siamo messi, Nannini? «Io sono nata nel 1983 e se uno non ci crede, peggio per lui. Il mio produttore Conny Plank mi predisse: tu sarai sempre più irruente e non invecchierai. Poi io ci metto il triathlon serio, il pilates profondo che mi riattiva e quella maternità che ha rigirato le mie cellule. Non ho acciacchi, finora».

grafico cronologico maternità Gianna Nannini

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