Ferro alto nell’uomo e fertilità: diagnosi, effetti e gestione

Il ferro è indispensabile per il trasporto dell'ossigeno nel sangue e, quindi, per tantissime funzioni indispensabili per il nostro organismo. La ferritina, nello specifico è una proteina che svolge la principale funzione di deposito del ferro, a cui l'organismo si rifà in caso di bisogno come in situazioni di sforzo o durante eventi eccezionali quali la gravidanza o l'allattamento. Avere valori di ferritina bassa è spesso specchio di una carenza di ferro, condizione che predispone a disturbi come l’anemia. È altrettanto rischioso avere valori della ferritina alti, che potrebbero rappresentare un valore di ferro alto nel sangue.

Cause della ferritina alta

Le cause più comuni che portano a un aumento della ferritina sono: Episodi di citolisi Eventi infiammatori Eccesso di alcol Sindrome metabolica. Più raramente, ma comunque da prendere in considerazione, a causare questa condizione è l'emocromatosi genetica, che va presa in considerazione soltanto dopo aver escluso le quattro cause di cui sopra, e in particolare nei casi che presentano un’elevata saturazione transferrina.

Sintomi della ferritina alta

L'iperferritinemia può essere asintomatica, e si manifesta generalmente con dei sintomi iniziali relativi al sovraccarico di ferro, come spossatezza, astenia, dolori addominali e apatia. Negli uomini potrebbe palesarsi una riduzione della libido e impotenza, mentre se raggiunge fasi più avanzate, è possibile sviluppare disturbi come cirrosi epatica, diabete, e disturbi cardiaci. Nel caso di concentrazioni molto alte di ferritina è possibile accusare sintomi come gastralgia, tachicardia o dolori articolari.

Rischi per la salute

Quando si va a cercare i valori di ferro negli esami del sangue e si nota un eccesso, è importante sapere che questo minerale può depositarsi negli organi e nelle articolazioni provocando danni di lieve e media portata, ma che se non curato può portare alla perdita della loro funzionalità. Gli organi che corrono pericoli importanti in caso di ferritina alta sono il cuore, il fegato e i testicoli, oltre alle articolazioni e, nelle donne, l'iperferritinemia è correlata al rischio di sviluppare il diabete mellito in gravidanza. Elevati valori di ferritina sono correlati spesso al diabete mellito, la cui resistenza all'insulina può causare la cosiddetta steatosi epatica, ossia l'accumulo di grasso nelle cellule del fegato.

Diagnosi

La diagnosi di iperferritinemia viene eseguita tramite semplici esami del sangue, e può essere indice di diverse patologie, anche molto gravi. I valori di un individuo sano si aggirano tra 20 e 120 nanogrammi/mL nelle donne e tra 20 e 250 nanogrammi/mL negli uomini, tenendo presenti alcune variazioni fisiologiche relative all'età o a eventi particolari (come la gravidanza) o, ancora, a chi pratica uno sport in maniera regolare. Quando viene diagnosticata l'iperferritinemia, si può risalire alla causa tenendo conto di eventuali altri valori alterati (come la sideremia alta o l'emoglobina alta) che possono far pensare a un sovraccarico di ferro, oppure un tibc test, che rileva se vi sono valori di transferrina alta. Spesso si rilevano valori di ferritina alti in maniera del tutto fortuita, eseguendo esami di laboratorio per semplici controlli o peraltri disturbi.

Cure

Le cure sono tese a trattare le cause che hanno portato a iperferritinemia, ma è prima di tutto importante rivolgersi a un medico, per escludere eventuali disturbi geneticio metabolici. Fatto ciò, per trattare questo eccesso di ferritina, è possibile adottare una dieta a basso contenuto di ferro, facendo attenzione agli integratori multivitaminici che devono esserne totalmente privi. La ferritina può tornare a livelli normali assumendo anche sostanze chelanti (presenti negli integratori) che legano il ferro e ne consentono l'eliminazione attraverso le urine. È importante anche evitare lavitamina C, che corrobora l'assorbimento del ferro degli alimenti ed è bene interrompere l'assunzione di alcolici. Assumere tanta frutta e verdure crude, accostandole a una buona dose di attività motoria, per mantenersi in forma ed evitare le alterazioni metaboliche, che portano a un aumento del rischio cardiovascolare.

Prodotti utili

Screen Pharma Test Anemia/Ferritina Dispositivo medico diagnostico utile per effettuare un test rapido Ferritina teso a individuare la qualità della ferritina nel sangue del paziente, attraverso l'ausilio di pungidito, generalmente utilizzato per controllare l'anemia da carenza di ferro. Il test rapido Ferritina fornisce un risultato esclusivamente analitico qualitativo, per cui risulta importante effettuare un altro test con metodo analitico per ottenere una conferma e, al pari di tutti i test diagnostici, i risultati sono da valutare nel complesso delle altre eventuali condizioni cliniche del paziente, insieme al medico. Se desideri approfondire l’argomento oppure porre semplicemente qualche domanda, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.

Emocromatosi giovanile e forma ereditaria

L'emocromatosi giovanile è una malattia caratterizzata dallo sviluppo precoce e severo del sovraccarico di ferro. Alcuni casi vengono diagnosticati già in età infantile ma la maggioranza dei soggetti ha sintomi clinici verso i 20 anni. È una malattia ereditaria molto rara e i geni coinvolti sono due: il gene HAMP che codifica la sintesi di epcidina e il gene HJV che codifica la proteina emojuvelina. Contrariamente alla forma più comune HFE-correlata, che si manifesta più frequentemente nei maschi ed è causata nella stragrande maggioranza dei casi da una singola mutazione (p.C282Y), le forme giovanili sono causate da mutazioni diverse, spesso private (caratteristiche di singoli nuclei familiari) e coinvolgono in modo identico entrambi i sessi. Caratteristica delle forme giovanili è una percentuale di saturazione della transferrina (TSAT) particolarmente elevata (spesso oltre 75-80%). La malattia si trasmette in modo recessivo. Ciò significa che i genitori sono entrambi portatori della malattia, ma non sviluppano i sintomi, mentre i figli che ereditano il carattere da entrambi i genitori sono malati. È molto importante una diagnosi precoce prima che il ferro determini danni irreversibili, soprattutto a livello cardiaco. I farmaci ferro-chelanti disponibili sono tre: la deferoxamina somministrabile solo per via sottocutanea, il deferasirox e il deferiprone somministrabili per via orale. La risposta alla terapia, sia con i salassi che con i farmaci ferro-chelanti, è ottima soprattutto se la malattia è trattata precocemente, prevenendo così lo sviluppo dei danni d'organo. In alcuni casi particolarmente severi è necessario ricorrere alla combinazione di salassi e chelanti per raggiungere la normalizzazione dei depositi di ferro. Se il trattamento non è effettuato correttamente o se si interviene troppo tardi la prognosi non è buona. Tuttavia, anche i pazienti con alterazioni della funzione cardiaca possono recuperare una normale funzione con una terapia adeguata e anche la funzione endocrina, la fibrosi epatica, l’iperpigmentazione e il metabolismo glucidico possono migliorare. La malattia si può sospettare, oltre che sulla base dei sintomi, anche per l'alterazione degli esami del sangue (transferrina satura spesso > 75-80%, ferritina sierica elevata), ma la certezza diagnostica richiede la quantificazione del ferro mediante risonanza magnetica e il test genetico. L'analisi genetica richiede il sequenziamento dei due geni responsabili (HAMP e HJV) che ormai viene eseguita con tecnica di next generation sequencing (NGS) che permette anche l'analisi di altri geni responsabili delle altre forme di emocromatosi (TFR2, HFE, SLC40A1); questo perché sono state identificate forme ad insorgenza giovanile dovute ad altri geni con mutazioni particolarmente severe o rarissime forme digeniche (dovute a mutazioni presenti su più geni).

Emocromatosi ed infertilità

L'emocromatosi classica è una malattia genetica recessiva cioè i genitori del soggetto affetto sono entrambi portatori della malattia ma non sviluppano i sintomi mentre i figli che ereditano il difetto genetico da entrambi i genitori sono malati. E’ determinata da una mutazione sul braccio corto del cromosoma 6 molto comune nella popolazione caucasica con 1 persona su 8-10 portatrice sana e 1 persona su 300-350 malata. La malattia si manifesta in genere tra i 40 - 50 anni ed è causata da un’alterazione di una proteina che regola l’assorbimento di ferro dagli alimenti con un sovraccarico nel sangue e successivamente in diversi organi del corpo quali fegato, cuore, pancreas, ipofisi, gonadi, pelle e articolazioni. Se nell’individuo normale il peso totale di ferro è di 2-5 grammi, in un adulto con emocromatosi si possono raggiungere i 40 grammi. Le manifestazioni sono 10 volte più frequenti negli uomini in quanto nelle donne il minor introito con la dieta e le perdite ematiche associate a mestruazioni e gravidanza riducono l’accumulo di ferro. I primi sintomi sono caratterizzati da dolori addominali perdita di peso, debolezza, sonnolenza, riduzione del desiderio sessuale, infertilità e scomparsa del ciclo mestruale. Possono poi subentrare aumento della pigmentazione della pelle, aritmie, insufficienza cardiaca e artrite. Se riconosciuta precocemente puo’ essere trattata in modo semplice evitando in questo modo complicanze e permettendo uno stile di vita normale. La scoperta tardiva della malattia può determinare danni irreversibili quali cirrosi, cancro al fegato, cardiomiopatie, diabete e atrofia testicolare. La diagnosi di emocromatosi si basa inizialmente sulla concentrazione nel sangue della sideremia, della ferritina e della saturazione della transferrina. La conferma avviene mediante il test genetico-molecolare delle mutazioni p.C282Y e p.H63D sul gene HFE del cromosoma 6. In alcuni casi è indicata anche una Tac o Risonanza magnetica con biopsia del fegato per determinare l’accumulo di ferro in questo organo. Nelle famiglie con soggetti malati il test dovrebbe venir consigliato come test predittivo nei parenti a rischio. La terapia consiste nella rimozione del ferro in eccesso tramite salasso settimanale o bisettimanale di 500 ml per 1-2 anni e ogni 3 mesi una volta ottenuti parametri normali, associando chelanti del ferro.

Fertilità e nutrienti chiave

La fertilità maschile è supportata da una dieta equilibrata: molti studi mostrano l’importanza di una sana alimentazione per supportare la fertilità maschile e, quindi, la spermiogenesi fin dall’infanzia e adolescenza. La vitamina A svolge un ruolo importante nella salute riproduttiva maschile e femminile. La vitamina A supporta il sistema immunitario, contrasta le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e quindi protegge le gonadi e i tessuti riproduttivi dallo stress ossidativo. L’acido retinoico, un metabolita della vitamina A, induce la spermiogenesi nell’infanzia e nell’adolescenza e influenza la morfologia e la quantità degli spermatozoi. La carenza della vitamina A può indurre la sospensione della spermiogenesi. La vitamina B12, in combinazione con il folato, abbassa i livelli di omocisteina nel sangue. Questa reazione chimica è importante per la fertilità maschile, e femminile, perché una iper-omocisteinemia crea un ambiente tossico che riduce la quantità, qualità e motilità degli spermatozoi. La vitamina B12 si trova in tutte le fonti alimentari di origine animale. Per questo motivo, vegetariani e vegani, per evitare delle carenze, dovrebbero assumere un integratore di B12. Sebbene alcuni studi non abbiano mostrato alcuna relazione tra l’assunzione alimentare di folati e la qualità dello sperma, altri suggeriscono un effetto positivo sull’assunzione di folati sulla salute riproduttiva maschile. La vitamina C, o acido ascorbico, ha varie funzioni fisiologiche tra cui l’aiuto nello sviluppo dei tessuti e degli ormoni, e il suo ruolo di potente antiossidante riducendo il danno ossidativo cellulare. La vitamina C assunta attraverso gli alimenti va a nutrire il liquido seminale, ne aumenta la qualità proteggendo il DNA dello sperma dal danno ossidativo. Le fonti di alimentari di vitamina C sono agrumi, kiwi, ananas, frutti di bosco, peperoni, pomodori, cavoli ecc. La vitamina D è necessaria per la spermatogenesi e la maturazione dello sperma. Infatti sono stati trovati recettori della vitamina D nelle cellule di Leydig testicolari, nella prostata, nelle vescicole seminali e nello sperma. La vitamina D modula il colesterolo e i trigliceridi nelle membrane della testa dello sperma. Diversi studi hanno dimostrato che uomini infertili con carenza di vitamina D avevano meno spermatozoi mobili e un rapporto testosterone/estradiolo inferiore rispetto a uomini con buoni valori di vitamina D. La principale fonte di vitamina D è quella endogena in seguito all’esposizione solare. Gli alimenti da cui possiamo trarre la vitamina D sono sgombro, tonno, salmone, olio di fegato di merluzzo, formaggi grassi. La vitamina E è importante come antiossidante e protettore della membrana spermatica e nel promuovere la motilità e la corretta morfologia degli spermatozoi. Gli studi randomizzati hanno mostrato una migliore motilità degli spermatozoi e una ridotta perossidazione lipidica negli spermatozoi dopo integrazione di vitamina E e selenio. Il ferro è essenziale per eiaculare la fluidità e mantenere il pH dello sperma entro un intervallo funzionale. Il ferro è un nutriente essenziale per il mantenimento di globuli rossi sani, che trasportano ossigeno nel sangue ai vari tessuti, tra i quali anche i testicoli. Gli individui con anemia falciforme spesso hanno una fertilità compromessa; è noto che gli uomini con questa condizione hanno ridotto il volume dell’eiaculato, la densità dello sperma, la motilità e la morfologia. Allo stesso modo, un sovraccarico di ferro comporta il rischio di effetti dannosi per il sistema riproduttivo maschile, con ridotta spermatogenesi e danni al DNA dello sperma per la sua azione ossidante. Il calcio svolge un ruolo nella salute riproduttiva grazie ai suoi effetti sull’omeostasi della vitamina D, sull’infiammazione, regola la motilità e la funzione degli spermatozoi. La principale fonte alimentare è l’acqua!

grafico ferritina e ferro nel sangue

Carenza di ferro (anemia): quali alimenti scegliere per l’integrazione?

La celiachia è un’enteropatia autoimmune-mediata dell’intestino tenue caratterizzata da intolleranza al glutine alimentare. La celiachia è associata a sintomi extra-intestinali, come infertilità e diminuzione della densità ossea. La risposta infiammatoria al consumo di glutine negli individui con intolleranza al glutine così come lo stato nutrizionale compromesso a causa della malattia, possono essere correlati a una ridotta morfologia e motilità degli spermatozoi. Nella celiachia non trattata si possono verificare bassi livelli di testosterone e conseguenti squilibri ormonali che possono causare ipogonadismo e quindi interruzione della funzione riproduttiva. Ulteriori conseguenze della celiachia non trattata negli uomini includono carenze di micronutrienti. Questi possono essere folato, vitamina A, vitamina E, zinco e selenio, essenziali alla fertilità. Tuttavia, seguendo una dieta senza glutine, i parametri seminali possono aumentare e la fertilità può essere ripristinata.

Gli studi che collegano il consumo di caffeina a vari esiti sulla salute rimangono incoerenti. Ciò può essere dovuto, in parte, a differenze genetiche nel metabolismo della caffeina. Un soggetto che metabolizza più lentamente la caffeina e che faccia ampio consumo di caffè, ha un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Ci sono prove che suggeriscono che il consumo di caffeina è associato ad una maggiore incidenza di danni al DNA negli spermatozoi. Altri studi, invece, hanno riportato che il consumo di 1-2 tazze di caffè americano al giorno abbia un effetto positivo su parametri seminali (quantità, qualità e motilità); mentre, il consumo di 0 o più di 2 tazze al giorno abbia effetti negativi.

Le diete più ricche di grassi possono portare a disturbi ormonali, una mancanza di approvvigionamento energetico testicolare, riduzione della motilità e della funzione, e diminuzione della qualità dello sperma. Diversi studi suggeriscono che i grassi Omega-3 siano il componente più importante nelle membrane spermatiche, contribuendo alla motilità e fluidità degli spermatozoi, nonché al potenziale fertile degli spermatozoi. Livelli maggiori di omega-3 rispetto agli omega-6 e livelli maggiori di acidi grassi polinsaturi sugli acidi saturi, corrispondono a parametri seminali migliori. Un’alimentazione ricca di acidi grassi saturi influenza negativamente la salute e ci predispone all’aumento di peso, all’obesità, al rischio di malattie cardiovascolari. È stato dimostrato che i grassi saturi nella dieta influenzano negativamente la concentrazione degli spermatozoi, così come la loro scarsa motilità e morfologia. È stato dimostrato che il contenuto di grassi saturi nelle membrane spermatiche è più elevato negli uomini infertili, in particolare con astenozoospermia e oligozoospermia rispetto agli uomini normozoospermici. Le linee guida dietetiche 2015-2020 per gli americani raccomandano un’assunzione non superiore al 10% delle calorie da zuccheri aggiunti. Gli studi ci dicono che un consumo eccessivo di zuccheri semplici riduce quantità, qualità, motilità degli spermatozoi.

Se vuoi approfondire l’argomento sull’impatto del ferro sulla fertilità maschile e le possibili vie di gestione, contatta un professionista specializzato in salute riproduttiva. Se l’emocromatosi viene diagnosticata e curata rapidamente si possono evitare le complicazioni e si può condurre una vita normale. Studi recenti dimostrano che i pazienti trattati prima della fibrosi epatica avanzata hanno aspettativa di vita sovrapponibile alla popolazione generale. Se invece il riconoscimento della malattia avviene tardi, vale a dire quando i danni da accumulo di ferro si sono già manifestati, la persona deve essere tenuta sotto stretta sorveglianza. Il fegato è un organo molto sensibile agli effetti dell'accumulo di ferro e molte persone con emocromatosi presentano livelli variabili di danno al fegato, da lievi a gravi. È molto importante ricordare che la cirrosi aumenta il rischio di sviluppare un tumore del fegato. I pazienti con cirrosi devono eseguire ecografia epatica ogni 6 mesi.

Il diabete è una malattia caratterizzata da un livello degli zuccheri (glucosio) nel sangue troppo alto. Può sopraggiungere in persone con emocromatosi se gli alti livelli di ferro hanno danneggiato il pancreas, l’organo che produce l’insulina. Nei casi più gravi di emocromatosi possono verificarsi danni alle articolazioni, o l'artrite, a causa degli alti livelli di ferro. Nel caso in cui il ferro si depositi nel cuore possono verificarsi danni a livello del muscolo cardiaco, comparsa di una cardiomiopatia e rischio aumentato di avere un infarto.

In ambito fertilità, diversi elementi nutrizionali possono influire positivamente o negativamente sulla spermatogenesi: la vitamina A, la vitamina B12, la vitamina C, la vitamina D, la vitamina E e gli Omega-3 giocano ruoli chiave nel mantenere una qualità dello sperma adeguata. Inoltre, l’equilibrio tra assunzione di zuccheri, grassi e micronutrienti incide sulla salute riproduttiva complessiva. Le diete ricche di grassi saturi e un consumo eccessivo di zuccheri semplici possono compromettere la motilità e la morfologia degli spermatozoi, mentre gli Omega-3 e una dieta bilanciata contribuiscono a parametri seminali migliori.

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